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Carburanti Umbria, sconto dimezzato: anche i benzinai temono l'effetto stangata

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Il prezzo del carburante è destinato ad aumentare nuovamente. Dal primo dicembre lo sconto sul prezzo alla pompa di circa 30 centesimi al litro per benzina e gasolio e di circa 10 centesimi per il Gpl sarà quasi dimezzato, secondo quanto stabilito dal governo. I gestori degli impianti si dicono preoccupati dagli effetti di quella che definiscono “una nuova stangata” sui consumatori. Gli aumenti del carburante si vanno ad aggiungere ai rincari dell’inflazione e delle bollette e arrivano a ridosso di uno dei periodi di maggiore spostamento per via delle festività natalizie. Tradotto: molti eviteranno di muoversi in automobile. Cosa che, per i benzinai, si trasformerà in una diminuzione dei volumi di vendita e quindi dei guadagni. Il gestore, infatti, ha un margine fisso (di circa tre centesimi al litro) e non una percentuale sul prezzo. 

 

 

 

 


“Il mese di dicembre, con la riduzione delle accise da 30 a 18 centesimi, porterà a un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti - spiega Giulio Guglielmi, appena riconfermato al vertice di Figisc Umbria, l’associazione dei gestori di impianti di carburante aderente a Confcommercio Umbria - e questo in un momento in cui i consumatori sono già appesantiti da tanti altri costi e scadenze. Di fatto, l’aumento dei prezzi sta via via fagocitando la diminuzione delle imposte”. Il Codacons, ha calcolato che ogni pieno costerà, in media, sei euro in più con una possibile stangata per le famiglie in media di 146 euro annui. In più, sempre secondo l’associazione dei consumatori, potrebbero esserci effetti indiretti pesanti, con un aumento dei prezzi al dettaglio per i beni trasportati, considerato che l’85% della merce in Italia viaggia su gomma e conseguenze negative sull’inflazione in un momento in cui i listini al dettaglio andrebbero calmierati.
Uno studio Figisc evidenzia come, dal 2000 a oggi, non ci siano mai stati valori così alti nel prezzo dei carburanti. Ventidue anni fa la benzina costava al servito 1,090 euro al litro, al self 1,069. A giugno 2022 eravamo in media a 1,999 euro al litro per il servito e a 1,861 per il self. Gli anni che hanno fatto registrare prezzi più simili agli attuali sono il 2012 e il 2013 (rispettivamente 1,846 e 1,833 euro al litro il servito, 1,786 e 1,773 euro al litro per il self). “Siamo molto preoccupati - dice Guglielmi - per una situazione che appare ben lontana da una svolta e che si aggiunge ai problemi ormai annosi della categoria, in particolare per la ristrutturazione della rete, con la perdita di migliaia di pompe e il rapporto con le compagnie petrolifere con le quali è sempre più problematico il rinnovo dei contratti. I costi della crisi energetica, inoltre, si abbattono direttamente anche sugli impianti oltre a produrre un danno in termini di vendite”. 

 

 

 

 

 

 

 

Il rischio stangata arriva in un momento in cui i prezzi dei carburanti stanno facendo registrare ribassi sia per la benzina che per il diesel, almeno in modalità self. Secondo l’Osservaprezzi del ministero dello Sviluppo economico, nella giornata di ieri, il prezzo più basso della benzina in Umbria si registrava (stando all’ultimo aggiornamento delle 17,50) all’Agip di via Angelo Costanzi, a Orvieto: 1,459 in modalità self. Continua a essere più alto il prezzo del gasolio: nello stesso distributore a 1,629, sempre in modalità self. Il prezzo più alto, invece, si registrava all’area di servizio IP dell’A1, Fabro est direzione nord: 1,744 per un litro di benzina in modalità self, 1,799 per il gasolio.
Non ci dovrebbero essere variazioni all’orizzonte, invece, per il prezzo del metano: il decreto del governo non ha previsto alcun intervento per cui vengono mantenute l’Iva al 5% e l’aliquota di accisa a zero.