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Sanità Umbria: spese extra per 200 milioni, la Regione torna a chiedere rimborsi al governo

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È di circa 200 milioni di euro la stima del fabbisogno per la spesa sanitaria in Umbria, aggiornata al 2022. 
Si tratta di una proiezione da qui alla fine dell’anno, ergo passibile di revisione a consuntivo, anche sulla base dei riparti del fondo sanità. Ma gli extra costi dovuti al Covid e ai rincari energetici sono realtà. 
E sono una cifra “ragguardevole”, per usare la definizione dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto. Soldi che Palazzo Donini ha già sborsato e che dovrebbe vedersi riconosciuti nel riparto dei fondi e nei rimborsi promessi dal governo.
Il precedente esecutivo di Mario Draghi aveva annunciato 5 miliardi per l’Italia intera. Sì perché il problema è di tutte le Regioni. Solo per dirne due Toscana ed Emilia reclamano rispettivamente 500 e 800 milioni a testa. Nel cuore verde oltre 100 milioni riguardano il Covid, che ancora continua a drenare risorse.
Lo stesso Coletto, è stato tra i primi, fra i suoi omologhi, ad avviare la trattativa col governo, in tempi non sospetti.

 

 

 

 

 

“È opportuno - spiega l’assessore - approfondire l’analisi dei conti perché sì, i costi sono in aumento, come evidenziato per altro da tempo. Nulla a che vedere con disavanzi o squilibri, si tratta di soldi spesi per il Covid e per i rincari per i quali sono stati annunciati rimborsi per 5 miliardi dal governo”. Che ancora non si vedono. Ma da dove arriva la stima dei 200 milioni? Una previsione passibile di modifiche, si diceva, ma che per una quota parte, quella del caro bollette, rischia di essere al ribasso. “L'emergenza è finita con apposito decreto - spiega Coletto - ma continuano i ricoveri, sono 200 oggi, ci diano almeno i Dgr per posto letto. I costi fanno subito ad aumentare. C'è anche la spesa per la gestione dei pazienti post covid e le liste d'attesa che si sono accumulate. Oltre 100 milioni da riavere. Poi i rincari dell'energia, che non riguardano solo gli ospedali ma tutte le altre strutture sanitarie, distretti e via di seguito. La stima è già ad oggi una cifra ragguardevole ma la variabile bollette potrebbe far crescere ulteriormente la spesa. Altro fattore da non sottovalutare e considerare: l'Umbria dopo la Liguria è la seconda regione per tasso di popolazione anziana. È questo significa spesa sanitaria in aumento. Il mio obiettivo è di mantenere e migliorare il livello delle prestazioni ottimizzando i costi.

 

 

 

 

 

 

Dall'ultimo Meridiano Sanità dell'istituto Ambrosetti l'Umbria nel 2022 è stata la seconda regione in Italia nella classifica sulla capacità del sistema regionale di fare fronte ai bisogni di salute della popolazione. Meglio di noi (per soli due decimi di punto, ndr) ha fatto solo l'Emilia. Certo, si può ancora far meglio, ma i numeri che non sono chiacchiere, dicono che siamo sulla buona strada".