Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria: Panicale, vandali ai giardini pubblici

Nicola Torrini
  • a
  • a
  • a

Quasi certamente si è trattato soltanto dello sciocco e, per certi versi, inconsapevole gesto di alcuni ragazzi del posto. Uno sfogo per adolescenti che, come spesso accade, vivono con disagio la loro quotidianità, a volte caratterizzata da noia, frustrazione e rabbia verso la società che li circonda, la quale non riesce a dare risposte alle loro aspettative ed esigenze. Ma le scritte e le svastiche che, per due notti di seguito, hanno deturpato i murales che adornano i giardini Berardo Berardi di Tavernelle  a Panicale hanno comunque suscitato indignazione, delusione e rabbia tra coloro che di norma frequentano questo luogo. 

 

"Questi giardini – spiegano dall’amministrazione comunale – sono stati completamente rimessi a nuovo e inaugurati l’anno scorso. E’ un luogo di ritrovo per eccellenza e come tale è riconosciuto dalla comunità di Tavernelle. Qui ci passano il loro tempo libero soprattutto le famiglie, mamme e bambini, nonni e nipoti. Essendo all’aperto, è però vissuto essenzialmente in primavera ed estate. E nel momento in cui non ci sono più i loro abituali frequentatori, purtroppo succedono certe cose”.

 

“Dispiace profondamente – commentano sempre dall’amministrazione comunale – vedere che ci sono persone che non rispettano questo spazio. Ancor più perché questo è un luogo aperto a tutti. Nessuno ne è escluso se si comporta correttamente. Se c’è da esprimere disagio siamo aperti al confronto e anche disposti a provare a cercare insieme un ulteriore spazio. Facciamo appello anche alle famiglie affinché possano porre maggiore attenzione verso i loro figli e riflettere su ciò che è successo”. Intanto, ancora il Comune fa sapere che la comunità che frequenta i giardini, nel più breve tempo possibile, si attrezzerà per rimettere a nuovo gli spazi. La riqualificazione dei giardini era stata resa possibile al Centro sociale ricreativo anziani Quartilio Fratini di Panicale e Piegaro e a un bando della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia che aveva finanziato il progetto.