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Perugia, sala dei Notari alla Rai: un coro di no

Sabrina Busiri Vici
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A Perugia si alzano le voci dei cittadini, delle associazioni, dei consiglieri, degli operatori turistici, degli amanti dell'arte. Un coro di protesta - o di critiche costruttive - espresso sulla concessione, da parte del Comune della sala dei Notari alla Rai, per l'allestimento dei camerini della serata di Capodanno, L'anno che verrà con Amadeus.

 

 

Un accordo che blinda la storica sala dal 10 dicembre per un mese e la mette a totale disposizione dell'emittente nazionale. Ma non è solo questo il punto. Il nocciolo sta soprattutto nella tutela di un patrimonio storico che risale al 1.200. L'amarezza da parte di chi protesta sta soprattutto nel non essere riusciti a trovare alternative possibili. “Un sguardo deformato centrato sullo spettacolo di Capodanno senza nemmeno pensare che a poche decine di metri c'è il Teatro comunale Morlacchi con camerini e tanti ambienti da poter utilizzare” scrive in una lettera Vanni Capoccia, della Società operaia di mutuo soccorso.

 

 

A dare il la alle critiche il centrosinistra, di recente in consiglio è stata presenta un'interrogazione che parte dallo stigmatizzare il costo dell'evento (385.000 euro complessivi, di cui 205.000 euro ricavati da una variazione urgente del proprio bilancio e 185.000 derivanti da un finanziamento della Regione Umbria) per poi sottolineare: “E' inaccettabile e svilente pensare di sacrificare e chiudere la più antica e prestigiosa sala cittadina, quella dei Notari, smontare poltrone, montare pareti divisorie, salotti e appendiabiti al suo interno, e sottrarla così al tradizionale utilizzo nel periodo pre-festivo e festivo da parte di tante associazioni e istituzioni cittadine. Un'azione sbagliata e umiliante, trattarla come se fosse uno spogliatoio, quando gli addetti ai lavori, per altri importanti eventi svolti in passato nella piazza, hanno trovato comode soluzioni in altri spazi comunali, da Via Fratti a Piazza Danti, o appoggiandosi alla vicina Curia”. E' adeguato, invece, l'investimento su rapporto costo benefici per Eugenio Guarducci, uno che di grandi eventi se ne intende, “a mio avviso è più che adeguato”, dice. E il presidente di Eurochocolate prosegue: “Anche il paragone con altri eventi della città non è a mio avviso calzante. L'evento in questo caso è principalmente rivolto a un pubblico televisivo con numeri decisamente più alti in termini di contatti” E su piazza IV Novembre commenta “Uno spazio che probabilmente è un po' troppo stretto... di sicuro non paragonabile a quello delle Acciaierie di Terni del 2021/22. E se si fosse parlato di spazio ospitality non di camerini probabilmente la polemica sull'utilizzo della Notari non sarebbe stata così accesa”.

 


Pervenuta anche la presa di posizione dell'associazione GTI Guide turistiche italiane, “Riteniamo che dovessero essere valutati altri locali - scrive la referente dell'Umbria, Silvia Chiocci - anche tramite un confronto con le associazioni che rappresentano il mondo del turismo e della cultura. Renderla camerino, anzi camerini, destinando risorse per quasi 400 mila euro, significa svalutarla e creare precedenti. E' tempo che ci si chieda che valore si vuole attribuire all'arte”. In silenzio finora la soprintendenza per i Beni artistici che il Corriere dell'Umbria ha interpellato: “Non ci risulta nessuna istanza - fa sapere il soprintende Giuseppe Lacava -. Nel momento in cui ci sarà faremo le nostre valutazioni. Intanto è stato fissato un incontro con il Comune nei prossimi giorni”. A loro, dunque, l'ultima parola.