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Terni, usura: prestito a un tasso del 100%, una condanna a due anni e due mesi

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A seguito delle risultanze investigative della stessa operazione di polizia era già stata emessa una condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione che erano stati inflitti nell'ottobre 2020 con rito abbreviato nei confronti di un 50enne romano (R.V. le sue iniziali), per usura ma anche per droga.

 

C’è ora anche la seconda condanna nell'ambito dell'indagine della squadra mobile della questura di Terni e quindi del procedimento penale, che nel febbraio del 2020 aveva portato all'arresto del romano ma anche di un ternano di 33 anni (C.F.).

Quest'ultimo nel pomeriggio di martedì 22 novembre 2022 è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione per usura nei confronti del 56enne di Terni che aveva denunciato la vicenda. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Terni in composizione collegiale (presidente Rosanna Ianniello, giudici Francesca Scribano e Marco Di Tullio).

Al 33enne non è stata riconosciuta l'aggravante contestata dalla procura, ovvero quella di aver agito in danno di una persona che si trovava in stato di bisogno.

 

Scontato l'appello - le motivazioni della sentenza verranno depositate entro i prossimi 30 giorni - da parte dei legali difensori del 33enne, gli avvocati Marco Gabriele e Fabio Massimo Guaitoli. Il 56enne vittima di usura, parte civile attraverso l'avvocato Bruno Capaldini, si è visto riconoscere dal tribunale un risarcimento danni di 5 mila euro.

Secondo gli inquirenti, il romano avrebbe agito da 'esattore' mentre il ternano avrebbe messo a disposizione il prestito iniziale di 3 mila euro, con la vittima che aveva visto raddoppiare, in poco tempo, la somma da restituire. Un'usura che per l'accusa era stata condotta con modalità sempre più pressanti e tali da ingenerare nel 56enne uno stato di profonda prostrazione psicologica.

Ogni piccolo ritardo nelle 'rate' gli costava 100 euro in più: soldi che il 50enne romano pretendeva, minacciando 'lezioni' da parte di alcuni 'amici', anche quando il ternano era finito in ospedale perché colpito da un infarto. Parte del prestito - con gli interessi inizialmente fissati a 600 euro e poi 'lievitati' a 3 mila - era servita all'uomo per pagare il funerale della madre.