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Perugia, giovane violentata dopo la discoteca: denunciato un 19enne

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Francesca Marruco
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Quando è stato sentito dalla polizia ha detto che non c’è stato alcuno stupro. Ha spiegato che il rapporto era consenziente. E per raccontarlo agli agenti non si sarebbe nemmeno mai allontanato dal locale notturno dopo la chiamata alle forze dell’ordine. Tanto è vero che il 19enne viene portato subito in questura e sentito. Con l’assistenza di un legale nominato d’ufficio, perché il giovane non è solo una persona informata sui fatti, ma è quello che una diciottenne denuncia per violenza sessuale

 

 

 

 

 

 

 

 


Un passo indietro. E’ l’alba di domenica mattina, fuori da un locale notturno di Sant’Andrea delle Fratte una ragazza di ritorno dal parcheggio racconta a un’amica di essere stata costretta a subire un rapporto sessuale da quel ragazzo conosciuto in pista poco prima. Sarà lei stessa a chiamare la polizia e il 118. Agli agenti la giovane, una diciottenne originaria del Veneto che è venuta a Perugia per passare un fine settimana con degli amici racconta che quel ragazzo conosciuto la notte stessa in pista non si è fermato quando lei gli ha detto ‘no’. Inizialmente tra i due era nata un’intesa, spiega la giovane, un bacio e qualche confidenza e l’intenzione condivisa di uscire fuori e appartarsi. Ma a un certo punto, lei gli dice che vuole smettere. Che non vuole si vada avanti nelle condizioni in cui sono. Ma lui, secondo la dettagliata denuncia della ragazza non si ferma. 

 

 

 


La presunta violenza si consuma a notte fonda, nel freddo di una notte di novembre nel parcheggio laterale di un locale notturno in cui la ragazza voleva trascorrere una serata in compagnia delle amiche. Alle prime luci dell’alba invece arrivano i poliziotti della squadra volante, che eseguono i primi accertamenti coordinati dal pm della Procura di Perugia di turno, Gianpaolo Mocetti. In questura vengono portati anche i presenti, addetti alla sicurezza, amici di lui e di lei che possono aver visto qualcosa. I poliziotti acquisiscono le immagini delle telecamere in cerca di conferme ai racconti raccolti. Le indagini ora sono in mano alla mobile.