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Allerona, monete di epoca romana trovate e consegnate alla Soprintendenza

Davide Pompei
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Risalgono all'epoca imperiale romana e raffigurano Faustina II Augusta e l'imperatore Adriano le monete ritrovate nel territorio comunale di Allerona, nella zona di Orvieto, in provincia di Terni, da sempre oggetto di ricerca e studio da parte di Felice Roberto Danielli.

Seguendo le indicazioni toponomastiche dei luoghi e l’intuizione e partendo dalle testimonianze raccolte da chi ha abitato in località Pianociano fin dal 1950, l'appassionato di storia locale ha contribuito così a far emergere ulteriori tracce del passato etrusco-romano del territorio.

 

La moneta con la figura di Faustina II Augusta ha un diametro irregolare di 2,5 centimetri e 4 millimetri di spessore e il peso di 26 grammi. Si tratta di un sesterzio dupondio in oricalco, una lega di rame e zinco con riflessi color oro.

Consegnata al Comune, così come previsto dalla legge in questi casi, la moneta al diritto presenta il busto di Faustina II rivolto a destra e al rovescio la stessa Augusta nei panni della fecunditas con in braccio un figlio sulla sua mano sinistra e nella mano destra il trono.

Al riguardo, Danielli ha condotto anche alcune interessanti ricerche sulla protagonista. Sulla scorta della sua segnalazione, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria ha effettuato il sopralluogo verificando quanto segnalato ed ha dato disposizioni ai proprietari dei terreni e al Comune di Allerona. L’area presenta, infatti, un interesse archeologico e come tale dovrà essere sottoposta a tutte le misure cautelari e preventive del caso.

 

Per quanto riguarda l'altra moneta romana, datata 134-138 d.C., ultimo periodo di principato dell’imperatore, detta asse di Adriano, in lega di rame e stagno, con al diritto il busto dell’imperatore Adriano e al rovescio il fascio senatoriale romano e la sigla S. e C., è stata ritrovata in località San Lorenzo nell’area del villaggio etrusco-romano di Sant’Ansano. In questo caso il ritrovamento è opera di Francesco Farina che l’ha comunque affidata a Danielli affinché fosse consegnata al Comune per la giusta collocazione con l’indicazione di chi l’ha ritrovata.

“Durante la lavorazione dei terreni – spiega l'appassionato di storia locale – qui sono emersi spesso oggetti di rame e bronzo o di lega, frammenti e statuine utilizzati per giocare dalle figlie dei contadini. Già negli anni '70 testimonianze certe parlano di ritrovamenti di tre bicchieri a ciotola di bucchero pesante in stile chiusino e di un vaso oinochoe decorato a fasce mancante di una parte del collo, nei pressi di una grotta, probabile tomba nel tempo trasformata in cantina. L’epoca romana è testimoniata dalla presenza di numerosi fittili laterizi e frammenti ceramici con la presenza di qualche frammento di ceramica etrusca”.