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Perugia, riaprono le aule studio ma la protesta continua

Sabrina Busiri Vici
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Le aule studio autogestite dagli studenti, prima della pandemia, punteggiavano Perugia. Poi la chiusura e adesso stanno via via riaprendo. All’appello intanto rispondono l’Urban center di via Sant’Ercolano e la Ceccherelli in via Elce di sotto. La prima è tornata in funzione adesso dopo i lavori fatti per la messa a norma dopo la lunga chiusura. Nei locali di via Sant’Ercolano ora si può entrare tutti i giorni 24 ore su 24 attraverso un Qr code dall’app My Unipg. Mentre l’aula Ceccheralli a Elce è già in funzione da luglio.

 


Bene le nuove aperture ma gli studenti protestano: le aule non bastano. Il numero degli iscritti all’Università cresce e l’ateneo, la città, la Regione devono rispondere con servizi adeguati. “Le aule all’interno dei dipartimenti non sono più sufficienti - dice il portavoce di Udu Sinistra universitaria - Anche perché hanno orari e tempi di apertura vincolati all’attività di ateneo mentre le aule autogestite sono sempre in funzione”. Perciò gli studenti si stanno impegnando per ottenere nuove aperture confrontandosi con l’ateneo. Alcuni delegati dell’associazione studentesca Link Coordinamento Universitario Perugia sono stati ricevuti dal rettore, affiancato dai manager dell’ateneo, alla presenza di alcuni membri del consiglio degli studenti.“Ci è stato confermato che l’aula studio in piazza Università riaprirà nelle prossime settimane - riporta Nicola Cardinali, coordinatore dell’organizzazione-, mentre sullo spazio in via della Viola (presso la Casa dell’associazionismo ndr) sono in corso delle procedure di riqualificazione e accertamento, al termine delle quali si procederà per la riapertura il prima possibile”.

 

 

Gli studenti, inoltre, hanno portato avanti pure la richiesta di un confronto ampio interno alla comunità studentesca sul tema degli spazi per lo studio. “E’ il momento della serietà, dell’ascolto e dell’unità - prosegue Cardinali -; basta con le decisioni prese ai vertici, bisogna ricostruire spazi di confronto e partecipazione. La Regione non sta dando risposte concrete e strutturali ai problemi degli studenti e dei giovani”.
Anche Udu, che segue la vicenda da tempo, ribadisce: “E’ necessario trovare nuovi spazi, anche nei poli didattici fuori dal centro storico, come San Sisto, e nelle sedi distaccate di Terni, Narni e Foligno”.
E proprio a Narni nei prossimi giorni sarà aperta una nuova aula studio.