Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, appalti truccati in sanità: "Assumono i figli di quelli che decidono le gare"

Esplora:

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

“Loro prendono al lavoro i figli di chi fa le commissioni nelle gare d’appalto”, diceva una ex dipendente della Servizi Associati mentre parlava con Reno Vitali, allora dipendente della stessa società da cui poi si dimise in seguito a un’indagine interna e oggi tra i 20 indagati per l’inchiesta sugli appalti in sanità a cui la Procura di Perugia nei giorni scorsi ha fatto recapitare l’avviso di conclusione delle indagini.  E tra le ipotesi di accuse contestate - che prendono la forma della corruzione - ci sono infatti diversi episodi in cui l’assunzione nelle cooperative dei figli di Patrizia Valentinucci e Serena Zenzeri viene ritenuta l’utilità in cambio di favori alle cooperative. Quelle Servizi Associati e Servizi ospedalieri a cui la Procura contesta pure degli illeciti amministrativi collegati ai reati. Secondo l’accusa, Lucio Scarponi - ad della Servizi associati e presidente del Cda della Decoro Urbano) avrebbe assunto il figlio di Valentinucci alla Decoro Urbano e la figlia in un’altra società controllata - in cambio di un bando di gara, indetto da Umbria salute Scarl, per i servizi di pulizia e sanificazione fatto su misura, nonché di proroghe od omessi controlli per la stessa questione. Nel capo di imputazione infatti sta scritto che Valentinucci “predisponeva d’intesa con Vitali e Scarponi il capitolato tecnico della gara indetta e forniva informazioni riservate” “favorendo così l’assegnazione” alla Servizi Associati e poi “ometteva i doverosi controlli sul regolare adempimento degli obblighi contrattuali e di adottare i relativi provvedimenti a tutela dell’ente amministrativo”.  Reno Vitali e la collega parlavano - non sapendo di essere intercettati - anche di questo quando ancora erano dipendenti della Servizi associati nell’aprile del 2018.  “Si sentono sicuri con questa cosa - diceva Vitali - adesso è la Valentinucci che gestisce tutto assieme a Scarponi”. “La Valentinucci - rispondeva la sua interlocutrice - ha preso il posto tuo adesso”. “Vorrà dì - proseguiva Vitali - che si licenzia dalla Asl e va a dirige la Servizi”.

 

 


L’accusa di corruzione la Procura la muove anche Serena Zenzeri, all’epoca responsabile della direzione economato dell’ospedale di Perugia perché per la Procura, perché avrebbe “avallato la proroga tecnica del contratto di appalto del servizio di pulizia e sanificazione all’ospedale di Perugia per 36 mesi e per un corrispettivo di 19 milioni a discapito delle imprese concorrenti” e inoltre “disponeva autonomamente, senza averne titolo, ovvero senza investire di tale scelta gli organi di direzione dell’azienda sanitaria una variazione di contratto con la Servizi Associati che comportava un incremento di 142 mila euro e incideva anche sulle successive proroghe”. Per la Procura, a fronte di questi favori Zenzeri avrebbe avuto in cambio l’assunzione del figlio a tempo indeterminato. Della questione parlava l’ex direttore amministrativo dell’ospedale, Maurizio Valorosi - uscito da questa inchiesta - in una conversazione intercettata: “La Zenzeri lo sai no che soggetto è? Io potevo mandarla in galera, potevo fa tutto quello che volevo perché aveva fatto assumere il figlio e lei era all’economato. Una che fa assumere il figlio e una settimana dopo fa una modifica al contratto da 6 milioni senza dire niente a nessuno e lo mette in esecuzione prima che c’è la delibera, aveva modificato tutto d’accordo con la Servizi Associati”. 

 


Ed è per questo motivo che la Servizi Associati è accusata anche di illecito amministrativo per “non avere adottato misure idonee per la selezione di lavoratori finalizzate a escludere rapporti di parentela tra le persone da assumere con pubblici funzionari che dovevano decidere sull’assegnazione degli appalti”. Come appunto, è la tesi della Procura, Valentinucci e Zenzeri i cui figli sono stati assunti a fronte di una “messa a disposizione per avere “favoritola società nella gestione dell’appalto del servizio di pulizia, sanificazione e servizi integrati”.