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Orvieto, rientra l'allarme. La bomba è stata fatta brillare in una cava

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“Ringrazio la Regione, la Provincia, i sindaci, le forze dell’ordine, i volontari della protezione civile e tutti gli enti e le strutture che hanno collaborato alle attività di bonifica, per il grande lavoro svolto in questi giorni per garantire il buon esito delle operazioni. Ringrazio, inoltre, per la disponibilità offerta, i proprietari della cava dove si è proceduto alle operazioni di brillamento. Un apprezzamento particolare va ai militari dell’Esercito, costantemente impegnati sul territorio nazionale per la bonifica da ordigni inesplosi, i quali anche in questa occasione hanno dato prova di una grande professionalità tecnica e operativa”. Lo ha detto domenica 20 novembre il prefetto, Giovanni Bruno, al termine dei lavori di rimozione e brillamento dell’ordigno bellico ritrovato sul greto del fiume Paglia, in località Ciconia ad Orvieto, il 27 ottobre scorso.

La rimozione e il brillamento del residuato bellico risalente alla seconda guerra mondiale sono stati effettuati dagli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (Bologna), intervenuti su disposizione del Comando Forze Operative Nord di Padova. Le operazioni sono iniziate alle 6 e hanno comportato l’evacuazione di oltre 2.300 persone residenti nell’area compresa nel raggio di 826 metri dal luogo di rinvenimento dell’ordigno bellico, oltre al blocco della circolazione autostradale e ferroviaria che ora è tornata alla normalità. L’ordigno è stato trasportato e fatto brillare presso una cava a Pian d’Ischia, nei pressi di Orvieto.

Le attività si sono concluse con largo anticipo rispetto al previsto, grazie alla perfetta sinergia tra i militari dell’Esercito, le forze di polizia e gli altri soggetti coinvolti, garantendo la massima sicurezza di tutti i residenti con i minori disagi possibili alla collettività. Il coordinamento in loco si è svolto attraverso il centro coordinamento soccorsi riunito presso la sala di protezione civile del Comune di Orvieto, a Fontanelle di Bardano, presieduto dal prefetto, con la partecipazione di rappresentanti di enti e uffici pubblici e privati.