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Terni, truffa aggravata su fondi europei e statali: denunce e sequestro per società in liquidazione

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Truffa aggravata ai danni dello Stato. E’ il reato contestato dalla guardia di finanza a una società ternana, ora in liquidazione, al termine di una complessa attività di indagine coordinata dagli uffici di Roma e Milano della E.p.p.o. (European Public Prosecutor’s Office) e condotta dal Nucleo di polizia economica finanziaria delle fiamme gialle del comando provinciale di Terni.

 

Nella giornata di giovedì 10 novembre 2022 è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso, ex art. 321 c.p.p., dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Milano su richiesta dalla stessa Procura Europea (E.p.p.o.) con l’accusa mossa alla società ternana di aver percepito indebitamente la somma di circa 230 mila euro di fondi europei e dallo Stato, contestazione che arriva in applicazione dell’art.640 bis del codice penale.

Nel dettaglio, la Finanza ha accertato che la società avrebbe “indebitamente beneficiato di provvidenze comunitarie erogate nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (P.o.n.) a carico del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (F.e.s.r.) concesse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (M.i.u.r.)”.

Come spiega una nota delle stessa fiamme gialle, “la società ternana, avrebbe, con la fittizia attestazione e dichiarazione di presenze di personale dipendente impiegato nello svolgimento delle attività finanziate (Ricerca e Sviluppo), falsificato la documentazione di spesa di un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale denominato ‘Applicazione e riciclo di nuovo poliolefine termoplastiche’, inducendo in errore l’ente erogatore dei finanziamenti comunitari e nazionali, circa l'entità delle spese sostenute per la sua regolare conclusione, percependo in maniera indebita contributi pubblici”.

 

La guardia di finanza fa sapere di aver raccolto testimonianze di “quanti hanno partecipato, anche solo figurativamente, alle attività di ricerca industriale”, riscontrando quindi che “la società avrebbe rendicontato l’impiego di un numero di dipendenti e di ore lavorate maggiori di quelli effettivi”.

Alla luce degli elementi acquisiti al procedimento penale, sono stati deferiti alla Procura Europea gli amministratori pro tempore della società e contestata la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

“I militari del Nucleo di polizia economico e finanziaria di Terni – prosegue la nota – su delega del Procuratore Europeo delegato, hanno sottoposto a sequestro il profitto del reato congelando la somma equivalente presente sui conti correnti in uso alla società, così come disposto dal giudice per le indagini preliminari”.