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Davide Astolfi tra i migliori ricercatori al mondo

Nicola Torrini
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Gli amici che lo conoscono da sempre lo avevano immaginato, già da quando era un giovanissimo studente al liceo scientifico di Città della Pieve, che avrebbe avuto un brillante futuro da scienziato. E il suo ingresso nella classifica dei Top 2% scientists 2021, l’autorevole database redatto dalla piattaforma Scopus in base a quante volte si è stati citati all’interno delle riviste scientifiche di tutto il mondo, rappresenta quindi, più che una sorpresa, la conferma delle enormi capacità e della grande professionalità del ricercatore di Castiglione del LagoDavide Astolfi

 


Un riconoscimento importante, condiviso con altri ricercatori perugini, che attesta come Astolfi sia oggi in quel due per cento di autori più influenti del mondo. Classe 1981, nato a Varese, ma cresciuto nella piccola frazione di Panicarola, Astolfi ha poi frequentato il liceo scientifico Italo Calvino di Città della Pieve e svolto gli studi universitari nell’ateneo perugino. “Dopo un dottorato in fisica - racconta Astolfi -, dieci anni fa ho vinto un assegno di ricerca e mi sono specializzato nell’analisi dati applicata ai parchi eolici. Da allora mi occupo di questo”. Un campo molto complesso su cui Astolfi ha scritto innumerevoli testi, divenendo oggi tra i più esperti a livello internazionale. Nel frattempo, ha preso anche un dottorato in ingegneria, continuando a collaborare con grandi aziende del settore eolico, che fanno convenzioni con l’università, finanziando quindi progetti di ricerca.

 

 

Progetti che l’ateneo poi assegna tramite bandi. E qui arriva il tasto dolente, poiché il mondo della ricerca in Italia, com’è noto, è caratterizzato dal drammatico fenomeno della precarietà. Situazione a cui non scampa neanche Astolfi. Incredibilmente, infatti, nonostante un curriculum di assoluto rispetto e tanti anni di lavoro, il ricercatore castiglionese è ancora oggi precario. “La situazione è grave - sottolinea con rammarico lo stesso Astolfi - Innanzitutto perché il mondo della ricerca è sottodimensionato. C'è un’enorme difficoltà a coprire i vari corsi: se i dottorandi e gli assegnisti, cioè tutti i precari, scomparissero da un giorno all’altro sarebbe impossibile erogare la didattica. Il mondo della ricerca, assolutamente fondamentale oggi, è inoltre sottofinanziato e con una selezione spietata, per cui l'auspicio è che si inverta questa tendenza”.

 

 

Intanto però Astolfi si gode l’inaspettato riconoscimento, tanto che appresa la notizia sulla sua pagina Facebook ha commentato: “Questa è una cosa che mi ha davvero tolto il fiato. Quando ho letto il mio nome non ci credevo”.