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Orvieto, proteste dopo l'ok ai pannelli solari alla Fondazione museo Faina

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Ribadiscono la loro contrarietà alle energie rinnovabili speculative e chiedono ai Comuni di adoperarsi presso il ministero della Transizione Ecologica e la Regione dell'Umbria per procedere all'individuazione delle aree da considerare idonee alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di evitare una devastazione del cuore verde d'Italia. Non si danno per vinti gli Amici della Terra, malgrado l'appello lanciato all'amministrazione comunale e ai consiglieri, a ridosso dell'ultima seduta del consiglio comunale di Orvieto, sia caduto nel vuoto. 

L'appello in questione chiedeva di non concedere il diritto di superficie alla Fondazione per il museo etrusco Claudio Faina finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli nell'altopiano dell’Alfina. Con otto voti favorevoli, tre contrari, ovvero Martina Mescolini e Federico Giovannini per il Pd e Cristina Croce per Siamo Orvieto, e l'astensione del capogruppo di Lega Salvini per Orvieto, Andrea Sacripanti, il consiglio ha approvato la concessione del diritto di superficie alla ditta che si aggiudicherà i lavori di realizzazione di un impianto fotovoltaico sui terreni di proprietà del Comune di Orvieto in gestione alla Fondazione Faina. “Grazie al voto espresso – affermano dall'associazione ambientalista – saranno interessati 10 ettari in località Montiolo, nel comune di Castel Giorgio, e 5 ettari in località Poggio di Biagio, nel comune di Orvieto. Si tratta di un atto che rischia di creare un delicato precedente, visto anche che si interverrà sulle fasce di rispetto di significativi beni culturali di cui è disseminato il territorio orvietano, né è accettabile che si giustifichi il via libera con la presunta scarsa visibilità delle aree interessate”. 


Secondo gli Amici della Terra la decisione appare in netto contrasto con la politica regionale che ha recentemente modificato il relativo regolamento restringendo gli interventi in aree agricole, ma anche con la presa di posizione della Coldiretti Umbria, che ha gridato: “Fotovoltaico, giù le mani dai terreni agricoli e dalla nostra identità. Ok a transizione energetica, ma senza consumo di suolo agricolo”. Il disappunto dell'associazione aumenta nel constatare che “lo stesso territorio è interessato da un gigantesco impianto eolico, da sette pale alte 200 metri, rispetto al quale, in base alle informazioni contenute nel sito del ministero della Transizione Ecologica, non appare alcuna osservazione da parte del Comune di Orvieto”.