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Spoleto, polizia disperde corteo anarchico: identificate una quindicina di persone

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Sono stati fermati dalla polizia, in assetto anti sommossa. Poi sono stati fatti disperdere e identificati. Le forze dell’ordine procedono a denuncia - stando a quanto si apprende - in base al Testo unico di pubblica sicurezza per corteo non autorizzato.
E’ avvenuto nel pomeriggio di ieri, 1° novembre, a Spoleto, in pieno centro storico. A finire nei guai una quindicina di persone appartenenti a gruppi anarchici che poco prima avevano effettuato presidi fissi contro il 41 bis davanti alle carceri di Terni e Maiano per il caso dell’anarchico Alfredo Cospito, detenuto in alta sicurezza a di Sassari.

 

 

 

 

I primi due presidi erano autorizzati e tutto è filato liscio.
Nella struttura di Sabbione si sono visti alle 10 del mattino. Nel carcere di Spoleto appuntamento alle 14. 
Erano una trentina. Poco dopo nella zona di piazza Garibaldi alcuni manifestanti - parte di quelli del mattino - hanno avviato una protesta che stando a quanto riferito dalle forze dell’ordine non era stata né comunicata né tanto meno autorizzata da questura e prefettura.
Gli agenti con scudi, caschi e manganelli si sono messi di traverso sulla strada per non farli passare. Non si è arrivati allo scontro: i poliziotti hanno chiesto di interrompere il corteo e i manifestanti lo hanno sciolto poco dopo. Non c’è stato uso della forza, fanno sapere le stesse forze dell’ordine. Presenti anche i carabinieri e la Digos.

 

 

 

 

Numerosi residenti e turisti hanno notato le forze dell’ordine in assetto anti sommossa.
Il corteo subito arrestato si è tenuto poco lontano dalle scale mobili, dove affluiva gente. Molta gente. Ieri era anche l’ultimo giorno dell’evento Dolci d’Italia. Per gli identificati si prospetta una sanzione in base all’articolo 18 del Tulps, in base al quale “i promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico, devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al questore”. Inquesto caso erano autorizzati solo i presidi fissi.
Per chi non rispetta la norma sono previsti l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda da 103 a 413 euro.