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Orvieto, Giulia Trippetta a teatro a Roma racconta "La moglie perfetta"

Davide Pompei
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Da promettente allieva di Anna Marchesini all'Accademia nazionale d'arte drammatica “Silvio D'Amico”, dove si è diplomata a pieni voti nel 2015, ad attrice professionista, il percorso di artista di Giulia Trippetta – classe 1989, originaria di Monteleone d'Orvieto – è in continua ascesa.

Dall'8 al 13 novembre 2022 sarà protagonista, infatti, al teatro Basilica Roma dopo porterà in scena “La moglie perfetta”, un monologo da lei scritto ed interpretato e prodotto da Fattore K.

 

Si tratta di uno spettacolo ironico, comico ma profondamente amaro, che si pone al di là di ogni parte ma che tocca temi come la maternità, l'emancipazione sessuale e la politica di rieducazione delle donne, che riapre questioni mai dimenticate e, senza voler dare risposte definitive, continua a porre domande.

Punto di partenza i consigli suggeriti alle donne, in Spagna, tra gli anni '30 e '70 del '900, recuperati da un reale decalogo che ha ispirato la pièce. Alcune delle regole ad orecchie moderne possono suonare ridicole. Altre, probabilmente, sono state introiettate nel corso degli anni. Altre ancora manifestano tutta la loro modernità. In fase di stesura del testo, Giulia Trippetta ha intervistato sull'argomento donne tra i 30-40 anni e tra i 50-60 anni parlando di condizione femminile, rivoluzione femminista e soprattutto di possibilità e libertà di scelta ponendo domande come “Quanto è difficile coniugare vita privata e sfera lavorativa, Aspettative della società e reali aspirazioni?”.

 

 

“Di fronte a temi così complessi – spiega – è l’ironia che consente una riflessione più consapevole. L'ironia, a volte, permette una maggiore libertà di espressione e regala spunti di riflessione che, una volta finito lo spettacolo, ognuno porta via con sé”.

“Ci sarà una vera parità di genere – aggiunge poi l'attrice e regista dello spettacolo – quando si affronterà la questione non riferendoci agli uomini o alle donne, ma alle persone e non in termini di uguaglianza, ma di diversità. Le donne sono diverse dagli uomini, ma devono essere messe in condizione di avere le stesse opportunità. Questo è un tema a me caro, che ritorna nella mia creazione artistica”.

Chiaro il riferimento al fortunato spettacolo “Spem” che nel 2017 le era valso il premio Imaie come migliore attrice. Solo un anno prima aveva fatto suo il premio Hystrio alla vocazione. Quest'anno è tornata in scena con Arturo Cirillo, dopo “Orgoglio e pregiudizio”, con “Cyrano” prodotto dallo Stabile delle Marche. Dal 2018 collabora con Giulia Bartolini che l'ha diretta in “Carl”, “Canaglie” e “Strada Provinciale 33”, con Silvio Peroni in “Crescendo” di Luke Norris e con Giorgio Barberio Corsetti in “Metamorfosi Cabaret”. Per ulteriori informazioni e prenotazioni: 392.9768519.