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Terni, detenuto appicca il fuoco a materasso e lenzuola in cella

Antonio Mosca
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A Terni resta alta la tensione nel carcere di vocabolo Sabbione (nella foto). A denunciarlo è il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. “Un detenuto straniero della media sicurezza, per futili motivi, ha incendiato all'interno della propria cella il materasso e le lenzuola creando una grossa nuvola di fumo in tutta la sezione”, spiega Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sappe. Pare che, secondo il sindacato, tutto sia nato dal fatto che il detenuto voleva fare a tutti i costi una telefonata che invece non gli era permessa dal regolamento. “Solamente grazie alla prontezza ed alla professionalità degli agenti di polizia penitenziaria in servizio - afferma Bonino - si è riusciti ad evacuare gli altri detenuti presenti, portandoli nel cortile passeggio, ed a spegnere l'incendio. Non si hanno notizie di agenti o detenuti intossicati o refertati al pronto soccorso”.


“Una storia di ordinaria follia, come purtroppo sempre più frequentemente accade nelle carceri umbre e italiane”, commenta il segretario generale del Sappe, Donato Capece. “Servono interventi urgenti e strutturali che - afferma - restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto”.


Intanto, dopo la rivolta del 16 ottobre scorso, i sindacati Sappe, Cisl-Fns, Sinappe, Uil-Pa, Fp-Cgil e Uspp hanno chiesto al direttore del carcere, Sardella, interventi finalizzati “a ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto ternano. Si rende indispensabile e doveroso - affermano - restituire al personale operante la propria dignità e la giusta serenità nel contesto lavorativo”.  I sindacati hanno chiesto l’avvicendamento del dirigente dell’ufficio detenuti incardinato nel Prap Toscana-Umbria, in quanto “la gestione degli ultimi anni ha determinato all’istituto di Terni una rilevantissima presenza di soggetti di difficilissima gestione. La pianta organica della polizia penitenziaria non è più adeguata all’istituto per fronteggiare le esigenze di ordine e sicurezza. Oggi Terni conta ben 525 detenuti suddivisi in 5 circuiti penitenziari , per la maggior parte giudicabili, con il maggior carico di lavoro che questo comporta; il tutto a fronte di appena 200 unità di polizia penitenziaria presenti. E’ pertanto necessaria - concludono - un’adeguata integrazione del personale in tutti i ruoli”.