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Città di Castello, chiude unico supermercato a Lerchi. Appello per trovare un privato che rilevi attività

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Paura e sconforto regna fra i residenti di Lerchi dopo che la notizia della chiusura dell'unico supermercato ha turbato la pace di questa frazione, incastonata fra le pendici dei monti dell'Appennino e Città di Castello, a due passi dalla Toscana. “Si andrà a perdere un punto di riferimento” dicono chi vive nel paese. 
In prima linea c'è la Pro Loco, con il presidente Danilo Passeri, i consiglieri Andrea Graziotti ed Ezio Bruschi: tutti uniti per cercare di risolvere il problema.


“E' un duro colpo per l'intera comunità – ha detto Graziotti - perchè non è solo un punto vendita ma anche un vero e proprio punto di aggregazione importante: pensiamo soprattutto alle persone anziane che possono uscire e andare a fare la spesa e trovare al contempo anche un momento per svagarsi, dopo due anni di pandemia molto difficili” ma anche per chi vive nella frazione, che si ferma vicino al supermercato anche per scambiare due chiacchiere. 

 

“Ormai rappresenta un servizio – ha aggiunto Graziotti – come l'ufficio postale e ovviamente la perdita di questa attività è rilevante e un duro colpo per l'intero paese”.
Bruschi esordisce dicendo che “gli abitanti sono rimasti un po’ scioccati dalla notizia”, evidenziando come “chiudere l'unica attività di vendita di alimentari del paese con tutto l'indotto che c'è dietro, è una perdita notevole per tutti”. Il consigliere della Pro loco ha detto di aver avuto diversi colloqui con l'imprenditore, Matteo Sensi, per cercare di capire il motivo, ma “le bollette sono insostenibili”: questo resta il problema prioritario. Così viene lanciato un appello. “All'opinione pubblica, all'amministrazione, alle grandi catene di distribuzione organizzata presenti a Città di Castello, ai privati affinchè qualcuno possa rilevare questa attività e non far chiudere così il punto vendita, unico supermercato di Lerchi ancora attivo”. 


Bruchi chiama in causa anche “il sindaco e l'assessore al commercio per cercare di vedere o di capire se ci sia qualcuno interessato a questo supermercato”. Si sta riproponendo quello che accadde nel 2018, quando l'unico punto vendita di alimentari del paese chiuse, ma in quel caso – grazie al lavoro dei cittadini – dopo qualche mese arrivò un giovane imprenditore che riaprì la serranda e fece tornare in vita il punto vendita. Struttura che ora - a causa delle bollette, che sono aumentate di più del 300% toccando anche i 9 mila euro per l'ultimo mese, a cui vanno anche aggiunte tutte le altre utenze e le spese per i costi di gestione – potrebbe tornare con la serranda abbassata. Questa volta per sempre.