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Umbria, bando rigenerazione urbana, Anci protesta: "Penalizzati piccoli Comuni"

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Protestano i Comuni che restano fuori dal bando rigenerazione urbana: trecento milioni complessivi per 201 progetti finanziati, solo quattro le amministrazioni dell’Umbria che vi rientrano (su 19 che avevano partecipato) ma con risorse molto ridotte rispetto a quanto chiesto. I numeri parlano da soli. Il Comune di Acquasparta aveva presentato quattro progetti per complessivi 4.855.614 euro. Il finanziamento parziale che è stato concesso ammonta, complessivamente, a 144.381 euro. Il Comune di Orvieto aveva presentato un progetto per 153.264 euro, al momento se ne è visti concedere poco meno di 39 mila. Panicale ha avuto l’ok per uno su otto progetti finanziati e per quello avrà 206 mila euro rispetto ai 600 mila richiesti. Infine Todi: 15.890 euro di finanziamento per un progetto da 244 mila. Tuona il presidente dell’Anci, Michele Toniaccini.

 

 

 

 

 

“Le amministrazioni comunali dell’Umbria sono state fortemente penalizzate nella graduatoria relativa alla bando sulla rigenerazione che riguarda anche i Comuni inferiori a 15.000 abitanti beneficiari del finanziamento di investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale - evidenzia - In Umbria sono stati 19 i Comuni che hanno partecipato al bando ma solo quattro sono stati accolti per un finanziamento parziale ed esiguo rispetto al costo complessivo dell’intervento oggetto di domanda”. 

 

 

 

 

 

 


Il presidente Toniaccini si unisce alla protesta di Anci nazionale e alcune Anci regionali di varie parti d’Italia che hanno criticato una graduatoria compilata utilizzando, tra gli altri criteri, l’Indice di vulnerabilità sociale e materiale senza cogliere l’entità delle reali condizioni di vulnerabilità nei diversi contesti locali. “Per noi questo è inaccettabile - evidenzia Toniaccini - occorrono regole più equilibrate e condivise. Tra le cose che mi hanno fatto notare alcuni miei amministratori, inoltre, c’è il fatto che è stata data di nuovo la possibilità ai Comuni sopra i 15.000 abitanti di partecipare a questo bando del 2022, considerato che già erano stati messi in condizione di partecipare con il bando rigenerazione del 2021 riservato proprio a loro. I piccoli Comuni virtuosi non possono sempre rimetterci. Il nuovo Governo e Parlamento hanno il dovere morale di reperire ulteriori risorse in favore di progetti che meritano di essere realizzati e porre fine a queste inequità”.