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Terni, commerciante di 50 anni arrestato per droga dai carabinieri

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Un commerciante di 50 anni, di Terni, le cui iniziali sono M.S., è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Terni che hanno trovato nella sua abitazione marijuana, hashish, un bilancino di precisione e 10 mila euro in contanti, che ritengono provento del traffico illecito di stupefacenti.

L’uomo è stato fermato per un controllo, dopo che aveva parcheggiato in malo modo la propria auto, al punto da intralciare il traffico.

 

I militari hanno notato subito un certo nervosismo, quando si sono avvicinati, e di lì a poco il commerciante ha ammesso di fare uso di droghe leggere, e di averne un po’ a casa. I militari dell’Arma hanno così deciso di procedere a una perquisizione domiciliare, al termine della quale – spiegano i carabinieri in una nota – “è stata rinvenuta, occultata nella camera da letto, della sostanza del tipo marijuana, per un peso di poco superiore ai 200 grammi, hashish per un peso di poco superiore ai 3 grammi nonché vari semi di canapa”.

Oltre agli stupefacenti sono stati trovati, “nella disponibilità materiale dell’uomo”, circa 10 mila euro in contanti, che il 50enne ha tentato di giustificare quale “proventi della sua attività di commerciante. Quanto accertato – hanno spiegato ancora i carabinieri – in relazione alla modalità di confezionamento e di detenzione dello stupefacente oltre al rinvenimento di una bilancia digitale ed alla cospicua somma di denaro”, ha convinto i militari dell’Arma che lo stupefacente fosse destinato “ad un’attività di spaccio e non al consumo personale”.

 

Dopo aver informato il sostituto procuratore di turno, i tutori dell’ordine hanno arrestato il commerciante, in flagranza di reato,  sottoponendolo alla misura degli arresti domiciliari. La mattina di lunedì 24 ottobre 2022 si è svolta l’udienza di convalida al tribunale di Terni e il giudice Dorita Fratini ha applicato al commerciante l’obbligo di firma. L’accusa, viceversa, aveva chiesto la detenzione domiciliare. Il 50enne è difeso dagli avvocati Massimiliano Foddai e Luca Leonardi.