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Perugia, allarme della Caritas: "Una famiglia su dieci in difficoltà"

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“Sarà un bagno di sangue”: il direttore della Caritas, don Marco Briziarelli, non nasconde la sua preoccupazione. “Il caro bollette sta mettendo in ginocchio le famiglie - spiega - e da qui alla fine dell’anno la situazione andrà soltanto peggiorando. Stimiamo che ad avere bisogno di aiuto sarà una famiglia su dieci. E noi non abbiamo le risorse sufficienti per andare incontro a un aumento così vertiginoso dell’utenza”. I numeri sono eloquenti. Dal 2016 al 2021 gli utenti della Caritas sono aumentati del 38,2%, per don Marco Briziarelli il 2022 farà registrare un ulteriore + 21%, “forse qualcosa in più”, aggiunge.

 

 

 

 

“Sono già 1.800 le famiglie che fanno spesa nei nostri cinque empori - racconta - gli alloggi di cui disponiamo sono saturi ovunque: 21 famiglie sono ospitate nel Villaggio carità, altre otto in appartamenti messi in comodato d’uso grazie alla solidarietà. Il dormitorio maschile è pieno, la casa mamma-bambino pure. E quello che maggiormente fa riflettere - aggiunge - è che qui l’emergenza Ucraina non c’entra, è stata ormai superata. Ad avere bisogno, invece, sono sempre più le famiglie del posto. Spesso anche nuclei con due stipendi che insieme, però, non riescono a coprire il salasso determinato dai rincari energetici e dei generi alimentari. Basta fare due conti. Con un’entrata di duemila euro oggi non si arriva a fine mese tra affitto, utenze, retta per il bus se i bambini vanno a scuola, rata della macchina, generi alimentari e altre, inevitabili, spese”. Una situazione che rischia di andare fuori controllo. “La nostra missione è quella di aiutare tutti senza lasciare indietro nessuno - spiega don Marco Briziarelli - agli anziani cui non basta più la pensione per tirare avanti diciamo: venite nelle nostre mense, state tranquilli. Ogni giorno assicuriamo 240 pasti nelle due strutture della diocesi. Per non parlare del quotidiano lavoro di ascolto, 10 mila richieste lo scorso anno, molte di più quelle che stimiamo saranno registrate alla fine di questo 2022. E a tutto questo vanno aggiunte le nostre difficoltà perché a fronte di aiuti che restano sempre gli stessi o addirittura diminuiscono perché anche chi fa solidarietà ha meno risorse a disposizione, ci troviamo a rispondere a un’utenza moltiplicata e a costi triplicati”. Ma la Caritas svolge un ruolo troppo importante per non rientrare tra le priorità di tutti.

 

 

 

 

 

Emblematica è la storia di Maria (nome di fantasia) che con la sua famiglia viene seguita dalla Caritas. “Mio marito era un piccolo imprenditore agricolo - racconta la donna, una perugina di 47 anni - quando è arrivato da Equitalia un conto da 110 mila euro per contributi Inps non pagati, esasperati abbiamo deciso di chiudere tutto. Ci è stato permesso di rateizzare: 8 mila euro subito, poi 800 euro cinque volte l’anno fino a esaurimento del credito. Mio fratello e mia cognata ci hanno dato un grande aiuto ma poi andare avanti si faceva sempre più difficile con due figli da mantenere. Ora il più grande, 22 anni, ha trovato un impiego, io - invalida al 70% - lavoro in un’azienda per 8 ore a settimana. Mio marito, 60 anni, non riesce a trovare nulla. La Caritas ci sta salvando, non ho idea di come altrimenti avremmo potuto fare”.