Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, il direttore del Parco delle energie rinnovabili: "Vi insegno a vivere senza bollette"

  • a
  • a
  • a

Vivere senza bollette si può. Parola di Alessandro Ronca, direttore scientifico del Parco delle energie rinnovabili, dislocato tra Amelia e Montecastrilli, dove da 17 anni si sperimentano tecniche di auto produzione energetica con lo scopo di dipendere sempre meno dalle grandi distribuzioni e sfruttare sistemi energetici non inquinanti. Autore del libro Vivere senza bollette, Ronca tiene corsi in tutta Italia e anche all’interno del Parco dove, in un paio di giorni, si possono apprendere tutti i segreti per risparmiare su luce e gas. 
“Il nostro obiettivo non è quello di formare tecnici ma far prendere consapevolezza alle persone dell’importanza dell’autonomia energetica e di come questo percorso debba necessariamente partire dal basso - racconta -. Io da tempo cerco di divulgare questa cultura ma per anni con scarsi risultati: siamo andati avanti per caparbietà, perché ci aspettavamo che prima o poi sarebbe emersa una forte coscienza ecologica. In realtà quella che è venuta fuori, oggi, è una forte coscienza economica: non diamo il resto, abbiamo il pienone in tutti i corsi. Ma tutti si preoccupano sempre e solo dall’aspetto economico. Tuttavia continuo a ripetermi: meglio così che niente”.

 

 

 

 

 

 

Non solo teoria quella di Alessandro Ronca che vive con la moglie e il figlio in una casa senza contatori e bollette. “La mia è una scelta di vita”, chiarisce subito spiegando che non è a questo estremo che si debba arrivare. Ma l’esperimento, che va avanti ormai da 17 anni con le opportune modifiche e cambiamenti, è senz’altro interessante. La casa, immersa nella natura, per la produzione di acqua e per i sanitari utilizza un pannello solare termico, per il riscaldamento un sistema a legna con caldaie ad alta efficienza, per il fabbisogno energetico un impianto fotovoltaico e un mini eolico. Il servizio idrico è rappresentato esclusivamente dall’acqua piovana. “Sono al 100% autosufficiente - rimarca Ronca - anche se la casa dispone di sistemi energetici di emergenza, un gruppo elettrogeno che entra in funzione nell’eventualità in cui si verifichino situazione meteorologiche straordinarie”.
Ma qual è il primo passaggio per intraprendere un percorso di autosufficienza energetica? “Non si può trovare una ricetta standard - dice Ronca - ognuno deve cucire sulla propria abitazione e sul proprio stile di vita la strada da seguire. Il primo punto, comunque, è capire quanta energia si consuma e investigare su quali sono le motivazioni di questo consumo in modo da dare un volto energetico a tutte le tecnologie che si utilizzano in casa - spiega - Si tratta di un lavoro noioso che produce però grandi vantaggi. La sola visualizzazione dei consumi energetici porta a un risparmio in bolletta che va dal 15 al 20%. Pochi sanno, per esempio, che il frigorifero è l’elettrodomestico che consuma di più. E dove viene posizionato? Nella stanza più calda della casa, la cucina mentre andrebbe individuato il posto più fresco. Nei due giorni di corso facciamo proprio questo: analizziamo tutti gli elementi energetici che entrano in gioco in un’abitazione, scopriamo come si controllano i consumi e come si installano le apparecchiature che servono a monitorarli, si costruisce una mappa di ciò che consuma e ciò che non consuma. A questo punto analizziamo quale può essere il lavoro di efficientamento energetico che può essere fatto nell’abitazione e, per finire, si passa allo studio dell’autoproduzione, sfruttando anche la natura in maniera attenta. Quello che io continuo a ripetere è che bisogna utilizzare la cultura del buon padre di famiglia: stabilire un budget energetico e su quello ritagliare la propria vita anziché fare il contrario”.

 

 

 

 

 

Tutto questo ha un costo ma secondo Ronca l’efficientamento energetico di una casa è un investimento per il futuro. Lo sanno bene gli imprenditori che, anni indietro, hanno scelto il fotovoltaico e che ora sono immuni, o quasi, dai problemi legati al caro bollette.
Già, ma poi per i carburanti come la mettiamo?, si chiederà qualcuno. Alessandro Ronca ha pensato anche a quello: sua la moto elettrica con batteria che si ricarica con il sole. “E’ un veicolo omologato - racconta - che può andare su strada, che si porta dietro il suo sistema energetico che viene applicato nelle borse sui portapacchi. Ci si ferma, viene montato il fotovoltaico che in tre ore e mezza, quattro, si ricarica e si riparte”.