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Terni, giovane condannato per stalking su avvocatessa

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Un uomo di 30 anni è stato condannato a due anni di reclusione per atti persecutori ai danni di un'avvocatessa ternana. Il gup del Tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio, ha previsto anche una provvisionale di 8 mila euro con il risarcimento definitivo da stabilirsi in sede civile. La sentenza nei confronti del romano S.R. è arrivata a poco meno di un anno dall'arresto del giovane, a seguito delle indagini condotte dalla Procura - pm titolare del fascicolo è Elena Neri - e dalla polizia postale di Terni.

Nel gennaio e nell'ottobre del 2021, secondo la pubblica accusa, il 30enne, che non aveva contatti con la vittima, neppure indiretti o comuni e l'aveva agganciata sostanzialmente per caso, aveva bersagliato la professionista con decine di telefonate, anche 77 in un solo giorno, sulla sua utenza privata e al numero dello studio. Irriferibile il contenuto delle chiamate, fatte sì di insulti e minacce, ma quasi tutte riconducibili alla sfera sessuale, pesantemente oscene. Una condotta che aveva provato profondamente l'avvocatessa, costringendola a uscire di casa molto di meno - e ogni volta accompagnata - a ridurre i contatti sociali e a filtrare gli accessi dei clienti al proprio studio.

Una persecuzione che assume un profilo piuttosto inquietante se associata alla condanna a tre anni e dieci mesi di reclusione che il 30enne romano si era visto infliggere in passato, per un'altra vicenda in cui era accusato di violenza sessuale e sequestro di persona. L'avvocatessa ternana, nell'ambito del processo scaturito dalla sua denuncia, era assistita come parte civile dall'avvocato Riccardo Ciampi. Dopo l'arresto, l'imputato si era visto accogliere la richiesta di attenuazione della misura, tramutata in obbligo di dimora e di firma a Roma. Dopo la sentenza il gup ha respinto la richiesta di revoca di ogni misura, mantenendo quelle in essere in ragione della sua pericolosità sociale. Il consulente incaricato di stabilire la capacità di stare in giudizio del 30enne - il dottor Alessandro Giuliani - lo ha ritenuto capace di intendere e di volere anche se gravato da un disturbo antisociale di personalità.