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Rissa fuori dalla discoteca, questore chiude locale per 30 giorni

Carlo Stocchi
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Tre casi di violenza in dieci mesi: scatta lo stop al locale. A disporre la chiusura per trenta giorni della discoteca di Città di Castello, dove all’esterno si scatenò una rissa che portò all’arresto di otto persone, è stato il questore di Perugia su indicazione dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Città di Castello, che hanno notificato il provvedimento venerdì 21 ottobre 2022.

 

 

L’episodio è avvenuto nella notte fra l’8 e il 9 ottobre quando due gruppi di ragazzi, uno del posto e l’altro dell’Aretino, a seguito di un litigio per futili motivi iniziato all’interno del locale, si erano fronteggiati violentemente nel piazzale esterno della discoteca con calci, pugni e persino coltellate.

 

 

Sul posto erano intervenuti i militari, già presenti nelle vicinanze per dei controlli contro le baby gang. I carabinieri, sia in borghese che in divisa, avevano arrestano otto ragazzi di età compresa tra i 18 e i 27 anni, impedendo che la situazione degenerasse ulteriormente. Ma l’episodio non è stato il primo: nel dicembre 2021 il locale era stato raggiunto da un provvedimento di sospensione per un periodo di 15 giorni, per via di un altro violento scontro che, anche in quell’occasione, aveva visto coinvolti dei giovanissimi ragazzi nel piazzale antistante la discoteca.

 


In quel caso erano stati dieci i giovani denunciati dai carabinieri per una violenta rissa, in cui erano coinvolti tre gruppi di giovani arrivati da Arezzo, Magione e Ponte Felcino che si erano affrontati con calci e pugni, anche in quel caso, per futili motivi.

Pure quella volta era comparso un coltello, che sarebbe stato usato per minacciare i rivali. Infine, un altro episodio si era verificato il 25 aprile 2022 quando, durante un concerto di un famoso cantante rap all’interno del locale, dieci ragazzi, probabilmente per cercare di raggiungere una posizione migliore e più vicina al palco, avevano aggredito un loro coetaneo che aveva riportato lesioni di vario genere. Anche in quel caso intervennero i carabinieri della compagnia tifernate, coordinati dal maggiore Giovanni Palermo.