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Umbria, frode informatica per prosciugare i conti correnti: in 5 ai domiciliari

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Frode informatica per prosciugare i conti correnti, in cinque finiscono agli arresti domiciliari. Si tratta di cittadini italiani e stranieri, questi ultimi originari del Marocco e della Costa d'Avorio, per i quali il gip del tribunale di Perugia, su richiesta della procura, ha fatto scattare il provvedimento eseguito nella mattinata di giovedì 13 ottobre dal compartimento di polizia delle Poste e Comunicazioni di Perugia sotto la direzione del Servizio polizia postale e in collaborazione con i compartimenti di Milano, Napoli, Bologna e Ancona. Stando a quanto emerso dalle indagini, erano stati sottratti illegalmente già 50 mila euro. Nel corso dell'esecuzione delle misure sono stati recuperati e sequestrati 16 mila euro di cui 8 mila in contanti oltre a carte di credito e dispositivi informatici. 

 

 

 

 

 

La tecnica utilizzata era ben congegnata e mirava a carpire informazioni riservate attraverso messaggi telefonici mandati via cellulare apparentemente provenienti dall'istituto di credito di cui la vittima di turno era cliente. Nel messaggio si allertava di un possibile accesso abusivo all'applicazione bancaria installata sul telefonino. Al messaggio seguiva la telefonata di un finto operatore della banca che confermava che ignoti avevano installato un virus sullo smartphone.

 

 

 

 

A questo veniva richiesto di spegnere e riaccendere il telefonino per formattare il sistema ed evitare intrusioni, in realtà in questo modo gli indagati riuscivano a installare sull'applicazione bancaria della vittima un file elettrico che rendeva possibile l'accesso al conto corrente. I soldi prelevati poi, venivano fatti confluire su carte di debito in modo da averne immediata disponibilità.