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Narni, Ermes Maiolica: "Aiutatemi a pagare l'avvocato della causa di Fedez"

Cesare Antonini
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“Non è la prima volta che chiedo aiuto, lo so, vi ho stancato, purtroppo però sto scontando problemi vecchi che si sono manifestati tutti insieme allo stesso tempo. Anche se ho fatto di tutto per mettere pace e anche se il giudice ha chiesto l'archiviazione, a Fedez piace alimentare cause e fare ricorso, così il 9 novembre 2022 ci sarà la prima udienza a Milano. E per questo vi chiedo un aiuto”.

Ermes Maiolica, al secolo Leonardo Piastrella, non si scrolla di dosso la causa scatenata da una fake news scritta l’8 aprile del 2017: “Fedez e J Ax arrestati con 28 grammi di cocaina nella macchina”. E anche se ha già vinto, a livello penale il procedimento sembra andare avanti e c’è un secondo round. Se a livello di giurisprudenza Maiolica sembra piuttosto sicuro di sé (risolse quasi subito appellandosi al diritto di satira), il problema sono i costi legali e le spese accessorie.

 

Per un personaggio come lui anche qualche migliaio di euro può rappresentare un problema. La risposta è stata subito commovente: 401 euro su 600 chiesti. “Vi ringrazio siete gentilissimi”, ha commentato Ermes. L’esperto di “bufale”, ormai proiettato nella lotta al complottismo, anche se ogni tanto qualche fake la butta ancora nell’etere, aveva capito subito che Fedez sarebbe stato un osso duro.

Ma non così tanto: "Fedez aveva ragione all'inizio ma adesso sta esagerando - spiega Maiolica - inizialmente ci poteva stare, si è sentito offeso ed ha fatto bene a denunciarmi, è un suo diritto. Da subito ho chiesto scusa, in tutti i modi e in tutte le salse, anche dopo aver vinto la causa. Il giudice mi assolse e avrei potuto bullarlo ed invece sono andato a scusarmi in varie tv con la cresta bassa”.

A quanto pare ai Ferragnez non è bastato ed è scattato il ricorso. “Da adesso non chiederò più scusa, anche perché non gli interessa. Non capisce che per lui è una passeggiata fare processi ma per i ‘poretti’ come me sono difficili da sostenere. Per fortuna ho il pubblico della rete che mi sostiene economicamente. Mi arrivano donazioni e messaggi d'incoraggiamento anche da gente che non conosco”.

 

E non è finita qui: "Il problema aggiuntivo è che questa causa, anche dovessi vincerla, mi sta rovinando l'immagine pubblica. Non faccio più fake news da 6 anni e adesso mi occupo di robotica e intelligenza artificiale, ho timore che quando tornerò sui palchi, la gente invece di dire ‘ah, è lui il presidente del Deta (l’associazione che promuove la robotica) Figo!’, probabilmente dirà ‘è quello che ha avuto la causa contro Fedez’”.

I precedenti che danno fiducia a Maiolica: il reato è ‘oggettivamente configurabile’, scrisse il magistrato al giudice per le indagini preliminari, solo che il comportamento dell’indagato, un umbro di 38 anni, non è punibile penalmente perché ‘si colloca nel contesto della disinformazione che spesso caratterizza l’ambito delle notizie dedicate al cosiddetto gossip con la spettacolarizzazione del pettegolezzo’.