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Terni. Neonato morto nel parcheggio, la Cassazione: "Ipotesi infanticidio"

Maria Luce Schillaci
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Per la Corte di Cassazione, che ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Perugia, rimandando tutto a un nuovo processo a Firenze, potrebbe essere infanticidio il reato del quale dovrebbe rispondere la madre, Giorgia Guglielmi, condannata anche in appello invece per omicidio volontario, per la morte del suo bambino, trovato senza vita nel parcheggio dell'Eurospin di Borgo Rivo,  a Terni.

La nuova linea alleggerirebbe la posizione penale della donna, con la derubricazione del reato da omicidio volontario a infanticidio, con conseguente verosimile riduzione della pena. Una linea dunque che, al momento, dà ragione ai legali della donna, gli avvocati Alessio Pressi e Attilio Biancifiori, che da sempre sostengono questa tesi.

 

 

Nella decisione della Corte di Cassazione avrebbe un peso rilevante il contesto familiare in cui viveva Giorgia, un ambiente che l’avrebbe spinta a isolarsi, riconducendo l’azione a una fase di perturbamento conseguente al parto. Emergerebbe inoltre, sempre secondo la Corte di Cassazione, la non volontà di uccidere il neonato, come da subito dichiarato da lei dopo il suo arresto. La donna, in sostanza, avrebbe lasciato a terra lo shopper con all’interno il piccolo nella speranza che qualcuno dei clienti del supermercato se ne accorgesse e lo salvasse.

La decisione spetta ora alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. La data del processo non è ancora stata stabilita. Giorgia oggi ha 31 anni. Condannata in primo grado a 16 anni di carcere, poi ridotti a 14, per omicidio volontario, attualmente si trova ai domiciliari in una struttura protetta nel Lazio da un paio di anni. La donna ha altri due figli: una figlia rimasta sotto la custodia dei nonni paterni e un’altra bambina avuta successivamente al tragico fatto con un uomo ospite della stessa struttura protetta, oggi affidata ai servizi sociali del Comune di Roma.

 

 

Il fatto suscitò molto clamore in tutta la città ma anche nel resto d’Italia. Era il mese di agosto del 2018 fa quando la donna, secondo la dinamica accertata dei fatti, dopo aver partorito in casa, da sola, ha chiuso il piccolo dentro una busta della spesa, nascondendolo poi nel portabagagli dell’auto guidata dal compagno ignaro di tutto, come avrebbe sempre dichiarato lui stesso, perfino della gravidanza.

Con la scusa di fare la spesa, Giorgia si era fatta accompagnare all’Eurospin di Borgo Rivo per poi lasciarlo nel parcheggio del supermercato. Purtroppo il piccolo venne ritrovato già morto. Venne battezzato con il nome di Giuseppe.