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Perugia, inchiesta false fatturazioni:indagati i vertici Cancellotti

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Francesca Marruco
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Secondo il gip di Perugia, il numero uno e il numero due dell’azienda leader nella prefabbricazione in calcestruzzo armato per la sicurezza stradale e per le opere infrastrutturali, Cancellotti Srl avrebbero stretto un “pactum sceleris finalizzato alla periodica emissione di fatture false per operazioni inesistenti di importi rilevanti” con la ditta Edil Gcc costruzioni “di fatto riconducibile a Rocco Vincenzo Cataldi (arrestato, ndr)” già imputato nel processo Quarto passo in cui si contesta l’esistenza di una cellula ‘ndranghetista a Perugia. E’con queste ipotesi accusatorie che Francesco Cancellotti - ex tennista italiano e figlio del fondatore dell’azienda, Delfo - e Maurizio Mariotti, amministratore delegato della società sono stati iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Perugia - coordinata dal pm, Manuela Comodi - che mercoledì ha portato al sequestro preventivo di oltre un milione e all’esecuzione di ordinanze di misure cautelare nei confronti di 10 persone (di cui due in carcere) accusate a vario titolo di trasferimento fraudolento di valori, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio, ricettazione, indebita percezione di erogazioni pubbliche, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Alla Cancellotti sono stati congelati 158 mila euro, nessuna misura per i due indagati. 

 

 

 


Nel corso dell’inchiesta del Nucleo di polizia economico - finanziaria e del servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata e coordinata dalla Procura guidata da Raffaele Cantone, i funzionari di Inps e ispettorato territoriale del lavoro avrebbero accertato come “i dipendenti formalmente assunti dalle società appaltatrici in realtà sarebbero alle dipendenze della Cancellotti srl. Sarebbe stata la committente infatti a dettare le direttive, elaborare i piani di lavoro e definire le concrete modalità di esecuzione esercitando poteri assoluti di controllo, esautorando, di fatto, gli appaltatori da ogni autonomia organizzativa, riducendosi, quest’ultima, alle funzioni di mera gestione amministrativa dei rapporti di lavoro, senza assunzione del rischio d’impresa”.

 

 

L’avvocato Marco Baldassarri che difende Cancellotti e Mariotti, afferma. “Siamo stati tirati dentro una vicenda che non è la nostra. Non c’è nessun appalto non genuino, nessuna fattura falsa, nessuna evasione o elusione di imposte. Tutte le presunzioni dell’accusa difettano di attualità perché queste contestazioni ci sono state fatte anche dall’Ispettorato del lavoro da tempo e siamo davanti al giudice del lavoro. Non esiste alcuna la manodopera fittizia. Purtroppo dobbiamo fronteggiare un sequestro che è penalizzante. Chiederemo immediatamente la revoca e ci difenderemo”.