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Scuola, la maestra Irene Verdi torna in cattedra a 96 anni: “E' stato emozionante”

Nicola Torrini
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La guerra era appena terminata lasciando dietro di sé lutti e distruzioni. Ma la giovanissima Irene, nata a Paciano nel 1926, era comunque piena di speranza e fiducia, concentrata nel suo desiderio di diventare un’insegnante. Un sogno che, neanche ventenne, appena terminato l’allora istituto magistrale Pieralli di Perugia, si è subito avverato con un incarico in una scuola privata di Mongiovino. Poi l’ingresso nella scuola pubblica come maestra di scuola elementare. Incarico che Irene Verdi ha portato avanti tra Panicale, Piegaro, Città della Pieve e Perugia fino al 1983, anno in cui poi è andata in pensione. Ma la passione per la scuola, l’insegnamento e i bambini non è mai venuto meno tant’è che è addirittura tornata dietro la cattedra, all’invidiabile età di 96 anni.

Invitata dalla scuola primaria don Lorenzo Milani di Tavernelle, la ex insegnante ha incontrato gli alunni della classe 4B, tra i quali il suo pronipote, i quali affettuosamente hanno rivolto alla signora le loro curiosità su come fosse la “scuola di un tempo”. L’incontro, inserito nel più ampio progetto Barbiana 2040, legato all’esperienza educativa della Scuola di Barbiana, è stato preceduto da un approfondimento della tematica, con interviste agli anziani, e si concluderà, come fa sapere la responsabile Nicoletta Pasquini, attraverso l’attività della scrittura collettiva e l’elaborazione di un documento sul quale poi gli alunni studieranno la lingua italiana.

“E’ stato emozionante tornare in mezzo a tanti piccoli volti sorridenti – ha raccontato con voce allegra la signora Irene – Erano tutti attenti ad ascoltare. Volevano sapere come fosse la scuola una volta, come si studiava e quali fossero le punizioni per i più discoli: allora la maestra ti faceva stare fuori dalla porta. Mi ricordo che inizialmente mi recavo a scuola in bicicletta, ma poi ricevetti un incarico nel paese collinare di Greppolischieto e allora mio marito mi regalò una moto 125 per potermi recare a lavorare con meno difficoltà”.

Un problema molto sentito dalla signora Verdi quello degli spostamenti, e legato ad altri ricordi relativi ai bisogni più prettamente materiali che avevano studenti e insegnanti a metà del secolo scorso, come quella di portare da casa la legna per riscaldarsi nelle aule. Poi una riflessione sui “bambini di oggi”. “Dalla mia esperienza e da quello che ho potuto vedere – ha spiegato la ex insegnante – oggi gli studenti sono molto più aperti e molto meno timidi di come fossimo noi da piccoli. Un cambiamento tra i più evidenti”.