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Umbria, approvato piano di razionalizzazione degli ospedali: ecco la mappa delle riconversioni

Alessandro Antonini
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L’obiettivo è “garantire le migliori performance sanitarie” ma non è un segreto che sia Mef che la Corte dei conti hanno “sollecitato una riorganizzazione della rete ospedaliera regionale e maggiore attenzione alla spesa farmaceutica”. Le spese Covid del 2021 non coperte dal governo e uno sbilancio strutturale (“ereditato”) di 42 milioni hanno spinto la Regione Umbria ad approvare il piano di efficientamento del sistema.

Scattano le “integrazioni” degli ospedali. La delibera - anticipata in queste pagine - è di ieri. E’ previsto “l’aumento della produzione (prestazioni) di alta specialità” negli ospedali di Perugia e Terni, Dea di II livello. Il primo integrerà - con apposita convenzione - l'ospedale di Pantalla e il secondo Narni. L’obiettivo è la razionalizzazione “del numero e della distribuzione dei posti letto con conseguente riduzione del fenomeno del sovraffollamento nelle aziende ospedaliere, in particolare per patologie di interesse medico e chirurgico a più bassa intensità assistenziale”. Gli ospedali di Foligno e di Spoleto-Norcia Cascia saranno integrati fra loro sviluppando un unico Dea di I livello. Al San Giovanni Battista si concentreranno tutte le prestazioni di emergenza urgenza, mentre al San Matteo l’esecuzione di tutta l’attività programmata. E ancora: ci sarà la riconversione dell’ospedale di Umbertide - sede di pronto soccorso - a plesso monospecialistico a carattere ortopedico per tutta l’attività programmata in sinergia con Prosperius, che a breve sarà a maggioranza pubblica. Idem per l’ospedale di Assisi che avrà “una funzione specifica nella rete ospedaliera di tipo chirurgico coerente con il livello dell'ospedale e al contempo potrebbe trovare attuazione un percorso di qualificazione per la gestione dei percorsi di cura delle disabilità”.

Gli ospedali di Città di Castello di Gubbio-Gualdo Tadino e di Orvieto sono individuati come Dea di I livello con allineamento dei posti letto agli standard del decreto 70/2015 al fine di determinare l’aumento della produttività con incremento della mobilità attiva anche extra-regionale. I nosocomi di Castiglione del Lago (dove restano l’emodialisi e l’attività chirurgica ambulatoriale) e Amelia (sarà istituita una casa di cura) saranno convertiti in ospedali di comunità. Per tutta la rete è prevista la “razionalizzazione dell’impiego delle risorse umane con allineamento del personale agli standard per ospedale e unità operativa con revisione del numero delle guardie interdivisionali”.