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Terni: caro bollette, chiudono ristorante e macelleria. Alberghi in difficoltà

Maria Luce Schillaci
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Negozi che chiudono anche a Terni, commercianti costretti a fare i conti con il caro bollette. Il periodo non è affatto roseo per molti esercenti, anzi è veramente complicato, specie nel settore della ristorazione e della gastronomia. 
I rincari di luce e gas stanno mettendo sul lastrico i cittadini e la città continua a perdere pezzi importanti nel settore del commercio

In questi giorni infatti a Terni hanno abbassato per sempre la saracinesca due attività nel giro di poco tempo una dall’altra: la macelleria Rosati di via Damiano Chiesa, a ridosso di via Cesare Battisti, e il locale “Già me gustav” in piazza San Giovanni Decollato. 

 

 

La macelleria-norcineria Rosati chiude dopo 44 anni di attività e quasi dieci anni dal suo trasferimento in via Damiano Chiesa. 
La chiusura è definitiva e, a quanto pare, non ci sarebbe al momento possibilità di riaprire.  La bolletta, ha spiegato il titolare, è passata da 900 a 3.950 euro

La chiusura di “Già me gustav” è stata annunciata dai titolari sui social: “È arrivato il momento – il post del locale – di comunicarvi quello che non avremmo mai voluto. Già me Gustav chiude. Purtroppo le condizioni attuali non ci permettono di andare avanti e, dopo attente riflessioni, abbiamo deciso di chiudere prima che la situazione peggiori ulteriormente”.  Meglio chiudere, dunque, per evitare il peggio. 

“Vogliamo ringraziare tutti coloro che nei nostri tre anni e mezzo di attività sono passati per un panino, una pokè, un hamburger, un GustaViparo, una birra o qualsiasi altra cosa che ci è venuto in mente di proporvi – aggiungono i titolari -. È stata un’avventura importante e bellissima perché siete stati voi a donarci sorrisi, complimenti, consigli, critiche e spunti di miglioramento. Già me Gustav è stato il nostro locale ma so perfettamente che lo avete e lo sentirete sempre anche un po’ vostro In ogni caso, non è detto che non ci riproveremo”. Una speranza quindi lasciata aperta anche per i tanti clienti che lo frequentavano. 

 

 

Ma il caro bollette sta creando notevoli problemi anche al settore alberghiero. Una situazione di sofferenza che costringerà gli albergatori a chiudere nel periodo invernale mettendo a rischio molti posti di lavoro. 

“Abbiamo subìto dei rincari pazzeschi per quanto riguarda l’energia elettrica, un 300% di aumenti - spiega Elisabetta Ruozi Berretta, vice presidente provinciale Federalberghi e proprietaria del Garden Hotel di Terni - quindi sicuramente non riusciamo ad assorbire con il costo delle camere quello che appunto addebitiamo ai clienti”.

Non solo gas ed energia, anche la Taric “è aumentata di circa il 30%”, conferma Elisabetta Ruozi Berretta. E se la stagione estiva non è andata male, da ottobre in poi bisognerà fare i conti con gli inevitabili costi del riscaldamento: probabilmente chi è stagionale deciderà di chiudere anticipatamente proprio per non usare il gas.