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Terni, nuova condotta Slow Food per valorizzare i prodotti della Valnerina

Simona Maggi
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La qualità delle eccellenze gastronomiche e dei prodotti del territorio verrà promossa e valorizzata da una nuova condotta Slow Food della Valnerina, associazione internazionale di enogastronomia che da oltre 30 anni si occupa di cibo, ambiente e produzioni agroalimentari.

La mission, per l’appunto, è quella di apportare valore aggiunto alle imprese e al territorio della Valnerina dove il legame con la terra e le produzioni di eccellenza è ancora molto vivo. Le attività si svolgeranno lungo l’asse virtuale che va dalla cascata delle Marmore fino ad arrivare ai Monti Sibillini.

 

 

 

“Il concetto di rete è quello che ci guida - spiega Gina Vannucci, presidente della condotta Slow Food Valnerina - dobbiamo impegnarci a collaborare tra Comuni e tra aziende e anche tra cittadini”. La presenza di una condotta Slow Food consentirà a tutto il territorio di sviluppare azioni di valorizzazione di prodotti, luoghi, aziende ed eccellenze.

“Quello che ci interessa di più - continua Monica Petronio, presidente regionale Slow Food Umbria - è un approccio antropologico, prima che turistico. Insieme si analizza la situazione produttiva, le tradizioni a tavola e sui campi, si decide cosa valorizzare e come farlo”.

 

 

E davvero alla Valnerina non manca nulla: eccellenze produttive, aziende innovative, prodotti salvati dall’estinzione, i famosi presidi Slow Food. Già sono registrati la ricotta salata, la roveja di Cascia e il grano saraceno della Valnerina, per proseguire poi con le numerose specie animali e vegetali iscritte al registro regionale della biodiversità. Partendo dal melangolo di Ferentillo, arancio amaro, fino a proseguire con il fagiolo di Rosciano (Arrone) si traccia una strada non solo di salvaguardia e tutela di un prodotto ma anche del suo territorio.

Grande è l’attenzione anche per quanto riguarda la produzione olivicola e il turismo dell’olio. Un grande spazio verrà dato anche alla produzione di birre artigianali come la birra alla melangola, inserita nella guida delle birre d’Italia di Slow Food anche nel 2022.