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Sottosegretari e tecnici: dieci umbri in lizza per il nuovo governo di centrodestra. Tutti i nomi

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L'assessore allo sport di Perugia Emanuele Prisco

Alessandro Antonini
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Ci sono dieci umbri, tra politici e tecnici, in lizza per far parte del nuovo governo di centrodestra. O degli apparati ministeriali. Si va dagli eletti in Parlamento agli esclusi, passando per alcuni profili istituzionali presenti nei palazzi dell’amministrazione regionale. Ma andiamo con ordine. E per simboli. In testa c’è Fratelli d’Italia e i suoi dirigenti regionali, capaci di toccare il 31% dei consensi nel cuore verde senza avere assessori a Palazzo Donini. E forse anche per questo: può aver pagato la politica del doppio forno, ossi stare in maggioranza ma con le mani libere, soprattutto sul fronte sanità. Fatto sta: gli eletti hanno ottime possibilità di far parte della squadra di Giorgia Meloni. A partire da Emanuele Prisco, rieletto alla Camera e uno dei “boys” della futura premier insieme al presidente del consiglio regionale Marco Squarta, rimasto per il momento alla porta a causa dell’effetto flipper (ma bisogna attendere la proclamazione degli eletti per esserne sicuri). Prisco è l’uomo delle riforme di FdI, è capogruppo uscente in commissione affari istituzionali. Per lui la strada potrebbe essere quella di un ministero con portafoglio, come il Viminale, magari come sottosegretario. Sempre dentro FdI eletto in Umbria al Senato c’è Antonio Guidi, l’ex ministro della famiglia del primo Berlusconi.

Stesso ministero in vista anche con un ruolo di primo piano. Senonché, visti i nuovi assetti del Senato - e una maggioranza netta ma che non va oltre 12 seggi - la tendenza sarà quella di ridurre al minimo gli incarichi di governo per gli inquilini di Palazzo Madama. Onde evitare di andare sotto se magari si sovrappongono impegni istituzionali tipo missioni all’estero. Discorso che vale anche per Franco Zaffini , il più votato in Umbria e con un’esperienza nella Sanità affinata da segretario nella commissione parlamentare al ramo. E’ anche uno dei papabili per il nuovo governo ma con i limiti di cui sopra. Paletti che peraltro conosce bene dato che è stato tra i protagonisti nel riscrivere il regolamento interno del Senato. La Lega con poco più del 7% non può spingere più di tanto ma punta a sistemare più di un escluso: Valeria Alessandrini, che in caso di arruolamento potrebbe andare in un ruolo di sottogoverno all’istruzione. Poi Simone Pillon, nome forte per la famiglia, che ha corso comunque senza lamentarsi anche se in un posto di retrovia. Sì è già “messo a disposizione” del partito. Incognita su un altro possibile aspiranti, Luca Briziarelli. Potrebbe aspirare all’Ambiente ma pesa l’anatema del suo partito in Umbria che ne ha chiesto l’espulsione. Per Forza Italia si fanno i nomi dei due eletti: Raffale Nevi all’agricoltura e Catia Polidori al commercio con estero, un dejà vu. Poi tocca ai tecnici. Il primo è di area Lega ed è l’attuale assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto. Già sottosegretario, potrebbe tornare all’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, filiazione del Ministero), dove è stato presidente.

Arriviamo al decimo: Federico Ricci, attuale capo di gabinetto della governatrice Donatella Tesei. Per lui si profilerebbe un incarico tecnico al Mef. Il diretto interessato non conferma e non smentisce. Al suo posto? C’è già chi ipotizza Michele Fioroni (titolare dell’assessorato economico) in caso di rimpasto. Le due partite si giocano in parallelo.