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Perugia, gabbia per catturare cinghiali. La Lav: "Due bambini allontanati appena in tempo. Rischiano anche cani e gatti"

Sabrina Busiri Vici
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Cinghiali alle porte di Perugia. Prima l’avvistamento nell’area di piazzale del Bove e ora la comparsa di una gabbia di cattura accanto allo spazio riservato ai campeggiatori con caravan. Alcuni cittadini non ci stanno e una nota di protesta arriva da Graziella Crescentini Gori, responsabile della Lega antivivisezione di Perugia: “Il disappunto nasce per due motivi - riporta nero su bianco - Il primo è relativo a una modalità tanto per cambiare crudele violenta per risolvere un problema di fatto inesistente: un cucciolo di cinghiale che, senza recare alcun fastidio, si aggira per mangiare ciò che rimane dal mercato del martedì e del sabato”.

“Il secondo motivo è un fattore alquanto aggravante. Se l'uso della gabbia trappola è uno strumento autorizzato, non dovrebbe esserlo in ambiente cittadino. Infatti, anche non volendo tener conto degli animali e del loro benessere, posizionarlo in un'area così frequentata e con tanto di turisti accampati rappresenta un serio rischio sia per gli animali domestici che vi si aggirano (gatti) o vengono portati lì in passeggiata (cani), sia per le stesse persone che con rischiosa curiosità possono avvicinarsi alla gabbia: proprio lo stesso giorno in cui è stata posizionata, infatti, delle persone riferiscono di aver allontanato appena in tempo due bambini, probabilmente figli dei turisti lì accampati, che stavano per farla scattare, rischiando di ferirsi o peggio”.

E nella nota Crescentini aggiunge: “Un cartello ne indica la pericolosità, ma questo è totalmente inadeguato e insufficiente a garantire l’incolumità dei bambini. L’istanza debitamente firmata è arrivata alla nostra Associazione con preghiera di inoltrarla alle Istituzioni responsabili di questa lunga, inutile, dannosa guerra ai cinghiali in atto nella nostra regione”. Da qui l’appello della Lav affinché la gabbia venga al più presto rimossa.