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Orvieto, diga di Corbara sotto controllo dopo gli allagamenti a Roma

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Lago di Corbara sorvegliato speciale dopo le ultime esondazioni del fiume Tevere a Roma accadute lunedì 26 settembre. Dopo un'estate segnata dalla siccità, con le piogge delle ultime settimane i livelli idrometrici sono tornati a salire, ma senza per questo motivo, secondo l’Enel, destare allerta né urgenze di rilascio. A monitorare la situazione è proprio l’Enel, soggetto gestore sia per quanto attiene la produzione di energia elettrica sia per quanto concerne la riserva idrica, in contatto costante con le autorità di bacino e le altre autorità competenti sulla materia.

“In questi giorni - fa sapere l’Enel - non vi è stato alcun rilascio di acqua dalla diga di Corbara, che è ben al di sotto dei valori critici. C’è stato soltanto un rilascio misurato e poco significativo dalla diga di Alviano. Attività, questa, che si è svolta sempre secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia e non ha determinato criticità nell'ecosistema fluviale”. Rassicurazioni puntuali rispetto alle ipotesi circolate all'indomani dell'improvviso allagamento che ha interessato la Capitale provocando l'esondazione del Tevere e costringendo a ore di serrato lavoro le squadre dei vigili del fuoco.

In particolare si era ipotizzato che la quantità d'acqua fosse legata all'apertura calibrata della diga situata al confine tra Umbria e Lazio senza il consueto preavviso. Cosa che ora l’Enel smentisce. Gli ultimi dati disponibili per Corbara parlano di un livello di 131.9 metri mentre quelli del 22 settembre scorso erano pari a 130.5. Secondo l’Enel la situazione a Corbara è assolutamente tranquilla e sotto controllo con una capacità di invaso che si colloca intorno ai 60 milioni di metri cubi e di conseguenza con una possibilità di far salire il livello del lago (nella foto) ancora di almeno quattro metri. Che la situazione sia sotto controllo lo confermano, intanto, anche Roberta Tardani e Damiano Bernardini, sindaci di Orvieto e Baschi, Comuni bagnati dal lago artificiale formatosi con la costruzione negli anni Sessanta del bacino idroelettrico sul Tevere, caratterizzato da rive frastagliate che si allungano dentro una profonda e stretta gola che si insinua quasi fino a Todi, costeggia la statale 448 e fa parte, insieme ai territori circostanti, del parco fluviale del Tevere, area naturale protetta dell'Umbria.