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Ricostruzione a Preci, partono i lavori a Sant'Eutizio

Rosella Solfaroli
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Lunedì sarà una giornata importante per tutta la comunità di Preci, in primis, ma non solo. Dopo che Papa Francesco ha benedetto una delle pietre estratte dalle macerie dell’Abbazia di Sant’Eutizio qualche giorno fa, l’arcivescovo Renato Boccardo firmerà il contratto che sancirà l’avvio ufficiale del recupero della chiesa, gravemente ferita dal terremoto del 2016 e che verrà restaurata dal punto di vista statico e funzionale. L’intervento, i cui lavori ammontano a 5,3 milioni di euro, si configura come una delle tre parti del più ampio progetto di recupero dell’intero complesso monumentale religioso di Preci, che comprende anche il monastero e la rupe con il sovrastante campanile (il progetto per queste due ultime parti è in fase di approvazione). Il recupero della chiesa, quindi, si configura come primo atto essenziale per restituire alla comunità lo splendido complesso di Sant’Eutizio.

 

 

Sulla chiesa verranno eseguiti interventi di carattere architettonico, quali il recupero di tutte le finiture, il restauro degli elementi di pregio recuperati dopo il crollo, la ricostruzione della copertura così come degli elementi architettonici della facciata. I pavimenti verranno realizzati mantenendo l’attuale disegno e riutilizzando le piastrelle di cotto e le lastre di pietra rimosse e gli infissi, per quanto possibile, verranno conservarti. E poi c’è la parte strutturale, con opere di bonifica fondale interna ed esterna, la ricostruzione delle murature crollate o pericolanti, il rinforzo delle murature residuali lesionate e non, il rinforzo degli orizzontamenti intermedi voltati della cripta e del sovrastante presbiterio, il ripristino delle strutture dell’area di ingresso principale e della sovrastante sacrestia. Il tutto sarà oggetto anche di un incisivo intervento di miglioramento sismico in grado di salvaguardare e tramandare il bene.

 

 

“La firma che apporrò è un gesto formale che compio con grande soddisfazione - dice monsignor Boccardo - perché dopo sei anni dalle scosse, finalmente, si avvia la ricostruzione di questo luogo così caro agli abitanti della Valle Castoriana e così significativo per la storia della nostra Chiesa locale”. Le scosse sismiche di agosto 2016 ed ancor più quelle successive di ottobre, hanno inferto un colpo devastante alla chiesa ma anche all’intera area. “Queste hanno causato il distacco e il crollo di una parte del costone roccioso, sul quale poggiava il campanile e il muro perimetrale del cimitero – come è scritto nel documento pubblicato dalla Diocesi di Spoleto Norcia che spiega nel dettaglio la tipologia degli interventi che verranno effettuati - il crollo ha coinvolto una delle due celle eremitiche rimaste del primitivo insediamento e parte degli edifici sottostanti, ricoprendoli di macerie. In particolare ha distrutto la parete frontale della chiesa, ha distrutto l’ala nord del monastero, strutturalmente interconnessa al costone roccioso e ha devastato l’ala ovest. Per le porzioni della chiesa rimaste in essere le condizioni statiche sono apparse sin da subito estremamente gravi”. I lavori saranno eseguiti dal Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI) tra la “Cesa di Falcini Enzo S.r.l. con sede a Città di Castello, in qualità di capogruppo mandataria, e la Tecnostrade S.r.l. con sede a Perugia, in qualità di mandante.