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Umbria, piscine verso lo stop per colpa del caro bollette

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Il caro bollette sta mettendo in seria difficoltà piscine e impianti sportivi. Le società Azzurra, Amatori Nuoto e Griphus hanno comunicato al Comune di Perugia la sospensione dei servizi nelle piscine di Ponte San Giovanni, Pellini, Lacugnana e Gryphus Sporting Club a partire dal primo dicembre e sino al primo marzo in quanto non saranno più in grado di pagare le bollette di energia elettrica e metano. Secondo quanto stimato, da settembre a febbraio 2023 si avrà un aggravio di spesa di almeno un milione di euro per i quattro impianti.

 

 

 

 

 

 

 

“Il conseguente e inevitabile sbilanciamento costi-ricavi - viene evidenziato nella comunicazione formale inviata al Comune di Perugia tramite Pec - in mancanza di contributi economici da parte delle istituzioni, ci permetterà di garantire la regolare apertura degli impianti sino alla data del 30 novembre 2022, assumendoci il rischio di impresa per garantire il servizio agli utenti almeno in questo periodo”. Una comunicazione analoga, nella giornata di oggi, verrà inviata ai sindaci dei comuni di Umbertide, Bastia Umbra, Spoleto, Foligno, Gualdo Tadino e Gubbio. Lo annuncia il presidente di Azzurra, Antonello Volpi, facendo appello a tutte le istituzioni affinché si possa trovare una soluzione: “La piscina è un servizio essenziale - sottolinea - i nostri impianti sono frequentati da adulti, bambini, donne che devono fare la preparazione al parto, anziani, disabili e cardiopatici. Non si può rimanere indifferenti di fronte a quello che sta accadendo”. Resta chiusa, dallo scorso mese di maggio, la piscina di San Giustino mentre l’impianto di Umbertide dovrebbe sospendere l’attività  i primi di dicembre per interventi di efficientamento energetico
A Città di Castello, invece, la giunta comunale si è vista costretta a deliberare un nuovo piano tariffario per gli impianti di proprietà dell’ente gestiti da Polisport per la stagione 2022-2023. Il provvedimento è arrivato dopo l’ultima bolletta dell’energia elettrica da oltre ventimila euro, il triplo rispetto allo stesso mese di un anno fa.

 

 

 

 


 

 

 

Vito Domenichetti, presidente della cooperativa Cogeva che oltre a quattro piscine estive, gestisce anche il palazzetto dello sport di Marsciano, definisce la situazione “drammatica”. La società ha già richiesto un incontro urgente al sindaco Francesca Mele per affrontare la questione dei rincari energetici. “Vogliamo portare all’amministrazione comunale un messaggio di allarme - spiega Domenichetti - perché se non intervengono provvedimenti importanti da parte del governo centrale, la situazione da affrontare sarà presto molto seria”. 
Il palazzetto dello sport, messo a disposizione delle scuole e di molteplici società sportive, si trova ad affrontare costi energetici da capogiro nonostante si stiano già prendendo tutte le precauzioni possibili. “Ma l’inverno è alle porte - evidenzia Domenichetti - e ovviamente non potremmo stare senza luce e senza riscaldamento”. 
Ieri mattina, nell’ambito della sessione del consiglio regionale dedicata al question time, il consigliere Vincenzo Bianconi (Gruppo misto) ha interrogato l’assessore Paola Agabiti in tema di caro energia invitando la Regione a scongiurare la chiusura di impianti sportivi, il fermo delle attività di molte associazioni dilettantistiche o l’innalzamento importante delle tariffe che impedirebbe la pratica sportiva a molti umbri, a partire da bambini e persone con minori mezzi. “Come giunta abbiamo investito importanti risorse nel mondo dello sport - evidenzia l’assessore Agabiti - Per la prima volta è stato emanato un bando attraverso il quale sono stati concessi contributi alle famiglie per la partecipazione dei figli alle attività sportive. Come Regione abbiamo portato avanti, in sede di Commissione sport, le nostre rappresentazioni essendo parte attiva anche con la proposta di emendamenti e modifiche per intervenire sulla riduzione degli effetti economici derivanti dall’aumento dei costi dell’energia per le società e le associazioni anche di gestione di impianti sportivi, all’interno del decreto Aiuti bis. Emendamenti finalizzati alla creazione di un fondo pari a 50 milioni di euro destinato ad associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti sportivi con particolare riguardo agli impianti natatori, sui quali stiamo studiando, come Regione, ulteriori forme di sostegno”.
Ma i gestori di piscine e impianti sportivi fanno presente che di tempo a disposizione, ormai, ne hanno davvero poco: c’è da intervenire immediatamente.