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Elezioni in Umbria, nel rimpasto di giunta FdI punta a due assessorati: in pole c'è la sanità

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Alessandro Antonini
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Prima riunione di maggioranza di centrodestra dopo il voto. Il vertice si è tenuto ieri a Palazzo Donini. All’ordine del giorno il piano di rilancio degli ospedali e dei servizi sanitari nonché di "efficientamento" per alleggerire i conti. A latere del summit si è definita la road map per il rimpasto di giunta. Non si dovrebbe andare oltre la formazione del nuovo governo nazionale, annunciata per la fine di ottobre. Tutto è interconnesso: è la sanità la prima delle caselle che potrebbe andare a FdI, partito al 30% dopo il voto di domenica e in attesa di compensazione del posto nell’esecutivo che chiede da due anni. L’assessore al ramo, Luca Coletto, Lega, non è stato candidato alle elezioni ed è in corsa per un ruolo da parte della compagine governativa del centrodestra. Tipo una nomina nel campo dei servizi sanitari. La governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, attende anche la sua possibile ricollocazione per dare il via al riequilibrio che lei stessa - in un’intervista al Corriere dell’Umbria - ha annunciato di voler attuare in tempi brevi.

 

 

Ma le richieste di FdI non si fermano qui. Il portavoce Franco Zaffini ha fatto riferimento ad assessori che non hanno “legittimazione politica”, ossia che non sono stati eletti e non hanno un partito dietro che raccoglie consensi. Questi, nella sua ottica, andrebbero sostituiti riequilibrando con i Fratelli che adesso, con il responso delle politiche in Umbria, hanno più del doppio della somma di Lega e Fdi, ossia gli altri partner di coalizione, e sono senza scranni a Palazzo Donini. Tra quelli che rispondono all’identikit c’è Michele Fioroni, titolare dello Sviluppo economico. E’ un tecnico indicato da Tesei.

 

 


Da parte dei meloniani umbri già si fanno nomi per le papabili new entry. Se la consigliera regionale narnese Eleonora Pace, candidata nel Salernitano in un seggio considerato sicuro, dovesse essere confermata fuori dal Parlamento, è la prima in lizza per entrare in giunta. Bisognerà attendere lunedì con la proclamazione degli eletti e il riconteggio dei resti per capire se potrà essere ripescata. A ieri, sul sito del Viminale (Eligendo) non risultava eletta nella circoscrizione Campania 2. 
Quale delega per lei? Non è esclusa la stessa sanità: in questi due anni Pace si è fatta le ossa nella commissione al ramo dell’assemblea legislativa. Unico problema: sarebbe il terzo assessore della provincia di Terni su cinque. Squilibrato. Altro assessore in pectore Michela Sciurpa, perugina, attuale amministratore unico di Sviluppumbria, prima dei non eletti e pronta ad entrare a Palazzo Cesaroni con l’elezione (flipper permettendo) a deputato di Marco Squarta: si attende l’opzione di Chiara La Porta (davanti a lui in lista), eletta qui e anche in Toscana. Col Rosatellum è costretta a scegliere la regione con la percentuale più bassa. Ossia la Toscana. Sciurpa, diventata consigliera regionale, potrebbe subentrare a Fioroni in giunta. Ed ecco che la squadra di Tesei si trasformerebbe in un esecutivo a trazione femminile. Però attenzione a fare i conti senza l’oste: non è escluso che Giorgia Meloni possa indicare un nome scelto da lei, al momento giusto. E ancora: l’ultima parola spetta comunque a Tesei, cui la legge conferisce la scelta degli assessori. Rivoluzionare due caselle su cinque viene considerato eccessivo dentro la coalizione. Il punto di caduta più probabile è FdI con la sanità e la presidenza del consiglio. Quest’ultimo scranno, con un outsider indicato da Roma in giunta, allora toccherebbe a Pace. Che la salute sia il campo preferito da FdI lo ha dimostrato ieri il vertice di maggioranza. Erano presenti la stessa Tesei, Zaffini, Virginio Caparvi segretario della Lega, Fiammetta Modena e Catia Polidori per FI e il direttore regionale Sanità Massimo D’Angelo. 

 


 

E’ stato proprio Zaffini a parlare più di tutti, illustrando gli obiettivi. Quasi a rimarcare che quella sarà materia del suo partito. Del resto l’attenzione su questo tema va avanti dall’inizio della legislatura e non sono mancate le frizioni tra FdI e la giunta. Ma veniamo al piano: l’obiettivo è migliorare i servizi, aumentare la “produzione” e ridurre i costi. Perandare incontro alle direttive del Mef. C’è da considerare che l’Umbria - come tutte le Regioni italiane - deve fare i conti con uno scostamento per le spese Covid non coperto dal governo per il 2022. Più uno sbilancio ereditato di 40 milioni. Il ministero chiede azioni di compensazione, onde evitare commissariamenti. La prima mossa che la Regione intende attuare è un nuovo assetto della rete ospedaliera con il sistema “hub and spoke”. Anche in questo caso ci sono delle linee guida ministeriali da seguire. L’ospedale di Pantalla verrebbe integrato con l’azienda ospedaliera di Perugia (Dea di secondo livello) mentre quello di Narni (anche in vista del nuovo nosocomio) collegato a quello di Terni. Ridisegnando anche la “mission” dei singoli plessi. Nasce poi il terzo polo ospedaliero nel Folignate-Spoletino. Il San Giovanni di Foligno verrà dedicato alle acuzie e Spoleto all’attività programmata. E ancora: i centri a bassa intensità di cura riconvertiti in ospedali di comunità. La partita si incrocia col piano sanitario. Una cosa è certa: il nodo della sanità legato al rimpasto è il tema politico delle prossime settimane.