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Elezioni Umbria, Pillon e Briziarelli restano fuori ma non si arrendono

Lega in calo, interviene il segretario rieletto Caparvi.

Redazione cronaca
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Ringrazia gli umbri per la sua elezione. E’ il segretario regionale Virginio Caparvi uno dei pochi rompere il silenzio nel Carroccio. La Lega in Umbria è al 7,75% ( un punto sotto al nazionale), nel livello più basso delle montagne russe degli ultimi cinque anni dopo il 20% delle politiche del 2018 e il 36,95 delle regionali del 2019. Pur vincente in una coalizione rafforzata dal treno FdI, la Lega umbra si lecca le ferite. La causa della discesa? Essere stata forza di governo, una scelta di responsabilità non rinnegata ma che ha concorso a far perdere quasi due terzi del consenso. Il segretario - che questo concetto lo aveva sottolineato nella conferenza stampa di presentazione dei candidati - si limita a dire grazie. E’ lui l’unico parlamentare salviniano rieletto in regione. “Sono onorato di rappresentare l’Umbria in Parlamento nella prossima legislatura, la diciannovesima. Lo farò con abnegazione, serietà e responsabilità. Ringrazio i militanti, gli amici, gli elettori ed i concittadini che hanno testimoniato un forte attestato di stima nei miei confronti. Una stima così forte e netta da essere di rilievo regionale”, ha postato ieri su Fb. Chi resta fuori è Simone Pillon, che però si mette al servizio della Lega sul fronte “famiglia”. “Il centrodestra - scrive Pillon - ha vinto e governerà per i prossimi anni e questa è una gran bella notizia. Il mio seggio non è scattato ma questo non significa affatto che io mi arrenda o che torni a vita privata. Moltissimi cari amici sono entrati in Parlamento. Ci sarà dunque tempo e modo per trasformare tutto il mio lavoro in decisioni politiche e atti amministrativi al servizio della vita, della famiglia, dei valori che condividiamo e che gli italiani hanno voluto premiare. Mi metto a disposizione del segretario del mio movimento politico e dell'intero centrodestra per continuare l'impegno nel difendere la natalità e la vita umana dal concepimento alla morte naturale, nel promuovere da ogni punto di vista la famiglia e la bigenitorialità, con l'insostituibile ruolo della mamma e del papà, nel sostenere la libertà educativa e nel combattere la protervia del Gender, l'orrore delle droghe e tutte le altre minacce che incombono sui più fragili e particolarmente sui bambini”. Stessa linea per l’altro uscente escluso Luca Briziarelli: “In questi giorni, a chi mi ha chiesto cosa avrei fatto dopo il 25 settembre, ho risposto che, a prescindere dal risultato, per il Paese e per ciascuno di noi ci sarebbe stato comunque il 26 e anche tutti i giorni a seguire.. e sarà così, la speranza è che siano per tutti giorni buoni. Io ci credo e per farlo non serve un seggio in Parlamento”.