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Da Terni al Donbass, missione internazionale sotto le bombe

Antonio Mosca
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C’è anche un ternano nella missione internazionale nel Donbass per verificare la regolarità delle operazioni di voto del referendum per l’adesione delle Repubbliche di Donetsk, Lugansk e dei due distretti di Zaporozhye e Kherson alla Federazione Russa. Si tratta di Gianluca Procaccini (nella foto, durante un'intervista televisiva), molto conosciuto in città per il suo impegno politico e sociale e attuale presidente dell’Associazione volontari di guerra. Proprio in questi giorni si trova nella martoriata regione del Donbass al centro del conflitto tra Russia e Ucraina. “Sono arrivato come osservatore internazionale - racconta - con una missione che comprende 130 componenti, provenienti da vari Paesi del mondo, dagli Stati Uniti al Togo. Il gruppo italiano è tra i più numerosi. E la nostra presenza è stata organizzata da Vito Grittani, ambasciatore a disposizione della Repubblica di Abcasia e fondatore dell'Osservatorio diplomatico internazionale”. Procaccini ricorda che “la nostra presenza è coordinata con le autorità russe dall'ex vice ministro degli Esteri dell'Abcasia ed ambasciatore a disposizione del ministero degli Esteri, Kan Taniya”. Sulla consultazione che l’Occidente liquida come una farsa, Procaccini ha una sua opinione.

 

 

“Sull’esito di questo referendum nelle Repubbliche del Donbass - afferma - non ho dubbi: sono anni che la popolazione attende questo momento. La cosa che più preoccupa la popolazione oggi è la sicurezza”. La missione degli osservatori si svolge sotto le bombe e dunque si cerca di garantire la massima sicurezza. “Una volta arrivati a Mosca - racconta - siamo stati trasportati all'aereoporto militare Chkalovsky e abbiamo volato sino alla base militare di Simferopol in Crimea dove la nostra protezione è stata garantita anche dal decollo di tre Sukoi. La tappa successiva è stata Rostow sul Don e poi Tongrog, città dove si fermò anche Giuseppe Garibaldi e infatti proprio all’Eroe dei due mondi è dedicato un monumento. Proprio lì, ai confini del Donbass, abbiamo fatto base per motivi di sicurezza. Dopo aver attraversato la frontiera tra la Federazione Russa e la Dpr - continua Procaccini - ci siamo recati ad Ambrosiev per osservare le operazioni di voto. Che avvengono attraverso l'organizzazione di seggi volanti all'aperto, la cui disposizione è decisa dal comitato elettorale cittadino, sempre per motivi di sicurezza. Solo martedì 27 settembre, l'ultimo giorno del voto, saranno aperte postazioni elettorali fisse negli edifici”. La missione ha poi fatto tappa a Donetsk, capitale del Donbass. “Qui la situazione è più difficile. Nelle ultime ore - prosegue - ho contato oltre 14 colpi di artiglieria e uno è caduto a circa 50 metri dal Donbass Palace, nostro punto di raccolta in città, ma senza causare vittime.

 

 

Nel corso della stessa giornata la difesa russa ha intercettato 160 colpi diretti verso il Donbass. Da Donetsk, con un altro collega di missione Pietro Cassano, ed Eliseo, un giornalista italiano che da tempo segue la situazione in questa zona, siamo partiti verso la prigione militare di Liliansks, dove si trovano circa 110 prigionieri di guerra, tra donne e uomini, tutti nati in Donbass. Gli ucraini - dice ancora Procaccini - si sono rifiutati di scambiarli con altri prigionieri. Le autorità della Dpr hanno deciso di accoglierli e quindi anche nel carcere è stato allestito un seggio, per permettere ai detenuti di partecipare al voto”. Per seguire l'avvenimento erano presenti i principali media della Federazione Russa. Gli osservatori conoscono le proprie destinazioni solo all'ultimo istante. “Dopo esserci riuniti al gruppo principale - riprende il racconto - ci siamo recati tutti insieme verso la città di Khartsyzsk e qui, come negli altri Municipi che abbiamo visitato, siamo stati accolti dal sindaco ed altre autorità locali, ma anche da rappresentanti della Duma di San Pietroburgo. E abbiamo notato che il livello della scorta militare era aumentato”. Secondo Gianluca Procaccini “le operazioni di voto si svolgono regolarmente. Ad oggi ha votato il 53% della popolazione, ma le operazioni si concluderanno martedì 27 settembre e il giorno seguente verrà diffuso l'esito finale. La nostra missione continua”.