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Perugia, truffa del finto incidente: decine di segnalazioni e chiamate al citofono in piena notte

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Alessandro Antonini
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Suonano al citofono in piena notte e chiedono aiuto per un (finto) incidente stradale occorso a un familiare. Dietro c’è un tentativo di truffa o furto. Raffiche di denunce nei giorni scorsi a Perugia e hinterland. A decine. Tanti racconti, stessa trama. Una residente di San Sisto ha riferito che nella notte tra sabato e domenica “hanno provato a entrare in casa nostra alle 1.30. Hanno scassinato nel pomeriggio il portone principale del palazzo permettendo libero accesso a chiunque. Un tizio calvo con pizzetto e ben vestito ha suonato al portone di casa e mi ha chiesto aiuto per un incidente lungo la strada. C'è stata 10 minuti dopo la polizia che ha fatto un controllo nel palazzo e in giro ma chiaramente lui se ne era già andato”. Segnalazioni sono arrivate sul profilo Fb Sei di San Sisto se. Altre dal territorio di Corciano.

Un’altra residente denuncia la stessa dinamica avvenuta nella zona tra via Rossini e via Cilea. “Credo sia stata un tentativo di truffa o furto - spiega - perché alle 2,16 di notte mi ha suonato il campanello un uomo che si è presentato con nome e cognome dicendo di affacciarmi perché la moglie con la Mercedes aveva avuto un incidente. Se c’è un sinistro bisogna chiamare i vigili o il 113”. “Un tizio con giacchetto nero e pantaloni bianchi ha suonato a casa mia questa notte ore 1,30 e quando mi sono affacciato è scappato in direzione della biblioteca”, fa eco un altro cittadino di San Sisto. “È avvenuto anche in via Gaffurio - è l’ennesima testimonianza - hanno scassinato il portone del palazzo che quindi è agibile da tutti e suonato al portone dell'appartamento dicendo di questo incidente lungo la strada”.

Del caso sono già state allertate le forze dell’ordine. Si tratterebbe di un soggetto noto polizia e carabinieri. “È successo anche a me zona via dell’Acacia - spiega una donna - è una persona conosciuta alle forze dell’ordine. Quando ho chiamato il 112, i carabinieri che mi hanno detto di trattenerlo al citofono in attesa del loro arrivo. Non ci sono riuscita”.