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Perugia, poche case, volano prezzi degli affitti: universitari in difficoltà

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Sabrina Busiri Vici
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Abolita quasi del tutto la didattica a distanza, lezioni ed esami tornano in presenza negli atenei ed è così che gli universitari ripopolano la città di Perugia. Poi ci sono oltre 4 mila studenti stranieri iscritti ai corsi di palazzo Gallenga. Anche loro si rivedono dopo il lungo periodo di lockdown. Una popolazione di giovani in crescita che si scontra con stanze e case in affitto introvabili soprattutto in centro storico e con i prezzi alle stelle per le poche opportunità rimaste sul mercato. Un dato: la crescita della domanda si attesta a +32,8%. A mettere il dito nella piaga è una indagine condotta dalla sezione tematica dell’associazione studentesca Udu insieme al Sunia, il sindacato inquilini, che evidenzia come il prezzo medio per una stanza in affitto oggi arrivi a 230 euro, il 4,9% in più rispetto allo scorso anno. E spesso le condizioni degli immobili sono al limite della vivibilità tanto che c’è chi si fa promotore, attraverso volantini diffusi nella zona universitaria, di far sapere ai ragazzi di ricordarsi di chiedere ai proprietari della casa: la certificazione energetica, la certificazione di abilità, impianti a norma, pianta catastale per verificare le metrature a norma e l’assicurazione.

 

 

Per risolvere il problema abitativo non vengono in aiuto neppure le residenze universitarie che, registrano una riduzione dei posti letto a disposizione per i lavori di riqualificazione in corso negli stabili Adisu, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio. “Siamo preoccupati che Adisu quest’anno possa riuscire ad accogliere tutte le domande pervenute - riporta Udu -, proprio per la riduzione dei posti letti e per la mancanza di soluzione alternative in campo: non sono, infatti, state attivate convenzioni o cercate altre tipologie di collocamento”. In proposito, però, risponde l’assessore regionale Paola Agabiti che fa sapere di aver finanziato un programma di intervento su immobili destinati a residenza per studenti per un valore di circa 25 milioni per cui i lavori sono in gran parte in fase avanzata di esecuzione. “È del tutto evidente - spiega in una nota -, che gli interventi strutturali richiedano tempi adeguati e necessariamente la non utilizzazione degli immobili”. Ma l’assessore rassicura: “La Regione a fronte delle eventuali necessità degli aventi diritto, nel rispetto della normativa vigente realizzerà interventi finalizzati al sostegno degli studenti attraverso avvisi per la concessione di sussidi a rimborso dei canoni di locazione sostenuti”.

 

 

Per di più la ricerca  di case e stanze in affitto fuori in periferia non sembra una strada percorribile per la maggioranza dei giovani. “Per uno studente è impensabile allontanarsi dal centro storico - riporta Nicholas Radicci di Udu - i costi dell’abbonamento dei mezzi di trasporto sono altissimi, 400 euro, inoltre non ci sono mezzi nelle ore notturne, il che significa condannare i ragazzi a non uscire la sera”. Fa eccezione la zona di San Sisto, richiesta per lo più dagli iscritti a Medicina che si trovano agevolati dalla vicinanza con il polo sanitario. Intanto l’associazione studentesca Udu annuncia un incontro pubblico per mettere in risalto il problema. Con urgenza: le lezioni iniziano. In presenza.