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Umbria, alluvione del 15 settembre: stimati danni per oltre 51 milioni di euro in dieci comuni

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Alessandro Antonini
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Per l’alluvione del 15 settembre è stata definita una prima parziale stima dei danni: 51.852.152,4 euro. E’ la cifra indicata nell’allegato alla richiesta dello stato di emergenza inviata dalla Regione Umbria alla Prociv nazionale. “Il giorno 15 settembre 2022 - è scritto nell’incipit - si è verificato un evento temporalesco eccezionale che ha colpito la Regione Marche e l’Umbria settentrionale interessando particolarmente le zone nord della Regione – Alto Tevere ed Alto Chiascio, tutte ricadenti nella Provincia di Perugia. Fortunatamente nel cuore verde non si sono registrati vittime o feriti. La ricognizione puntuale dei danni è tutt’ora in corso”. Ed ecco il primo conteggio “per gli interventi trasmesse dai comuni e dalla Provincia di Perugia, dall’Anas ed individuate dalla stessa Regione”. Si tratta di 47.782.152,37 euro di cui 16.830.425,29 già attivati o in corso di attivazione. Altri 30.942.935,88 euro sono da attuare. Le voci sono diverse: “ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche; attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi; misure volte a garantire la continuità amministrativa nei dieci comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea”. Più 8.791,20 euro per interventi di “assistenza e soccorso a favore della popolazione”. 

Palazzo Donini precisa che “le cifre sono da ritenersi una prima stima e quindi in aggiornamento costante man mano che si attivano nuove somme urgenze a seguito di sopralluoghi ancora in corso in varie zone del territorio”.
Si aggiungono 4.070.000 euro di interventi non prioritari dei comuni colpiti. Ossia Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Monte Santa Maria in Tiberina, Montone, Nocera Umbra, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Sigillo e Umbertide. Siamo così a 51,8 milioni. La ricognizione dei danni ai privati e alle aziende deve ancora essere attivata. Non manca un’accurata analisi dell’evento meteorologico, durato circa 8 ore, che “ha interessato le zone settentrionali del territorio regionale raggiungendo massimi di 195 mm (pluviometro di San Benedetto Vecchio, comune di Gubbio) cumulati rilevati dalla rete pluviometrica e quantitativi superiori al confine con la regione Marche, stimabili fino a circa 260 mm”. 
“livelli secolari”

Non è mancata l’analisi idrometrica. In base alle mappe sul rischio idraulico “si evince che il livello idrometrico atteso alle sezioni di Mocaiana e Serrapartucci per un evento con tempo di ritorno di 50 anni è rispettivamente di 3,03 m e 3,63 m sui rispettivi zeri idrometrici. L’evento occorso, avendo fatto registrare in entrambe le sezioni un colmo di 4,65 m, è di gran lunga superiore a tali valori, evidenziando l’assoluta eccezionalità dell’evento e suggerendo un valore del tempo di ritorno (almeno per il bacino del torrente Assino) di carattere probabilmente secolare piuttosto che decennale”.