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Umbria, più soldi nelle pensioni a partire da ottobre. Come si calcolano gli aumenti

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A ottobre ci sarà un aumento delle pensioni: nel prossimo cedolino in pagamento, infatti, verrà anticipata la rivalutazione in programma a inizio 2023 garantendo così un incremento dell’assegno del 2% da qui sino alla fine dell’anno. A stabilirlo è il decreto Aiuti bis con il quale è stato deciso che nel prossimo trimestre le pensioni dovranno essere adeguate per contrastare la perdita del potere d’acquisto dovuta all’inflazione. 
In Umbria, stando agli ultimi dati Istat, si contano 260.608 pensionati. L’aumento del 2%, però, sarà riconosciuto soltanto qualora il trattamento pensionistico mensile sia complessivamente pari o inferiore all’importo di 2.692 euro. La rivalutazione sarà provvisoria, in attesa di vedere fino a quanto si spingerà la crescita dei prezzi. Successivamente, nel mese di novembre, verrà riconosciuto parzialmente anche il conguaglio relativo alla differenza tra l’inflazione calcolata in via provvisoria e quella effettiva. Questo piccolo scatto dello 0,2% era però dovuto, non rappresenta un beneficio aggiuntivo e spetta a tutti. 
Roberto Panico, coordinatore regionale Inca Cgil e Fabrizio Fratini, presidente Ires Cgil Umbria elaborando dati Istat e numeri Inps, hanno calcolato che orientativamente a rimanere fuori dall’adeguamento del 2% sarà un 15% della platea di pensionati umbri, 38.322 persone. Per la stragrande maggioranza, vale a dire 222.286 pensionati, l’aumento sarà immediatamente operativo. Un aiuto importante ma fino a un certo punto visto che nel frattempo l’inflazione è salita quasi al 9% e i prezzi aumentati dell’8,9%. “L’operazione alla fine aggiunge pochi euro ai redditi dei pensionati, è la montagna che partorisce il topolino - evidenziano Panico e Fratini - Il sindacato confederale, unitariamente, ha una piattaforma complessiva sul tema del riordino previdenziale. Tanto più che i pensionati umbri sono tra quelli che percepiscono gli importi più bassi d’Italia”. Sono 76.304 coloro che ricevono un assegno inferiore ai mille euro al mese, 31.203 di questi assegni sono relativi a pensioni di vecchiaia e anzianità. Prendendo in esame i più aggiornati dati Inps, relativi al terzo trimestre di quest’anno, l’ente eroga in Umbria 328.644 assegni riferiti a dipendenti privati per un importo medio mensile di 839,02 euro. Sono 51.758 le pensioni erogate a dipendenti pubblici per un importo medio di 2.032 euro. Ovviamente il numero dei pensionati non corrisponde a quello delle pensioni erogate perché una singola persona può usufruire di più trattamenti. A ottobre, saranno 356 mila le pensioni che registreranno l’aumento del 2%. L’adeguamento, vale la pena ripeterlo, è comunque una misura transitoria e durerà fino a fine anno, a partire da gennaio 2023 scatterà la vera e propria rivalutazione. 
I trattamenti pensionistici non saranno aumentati tutti allo stesso modo ma il rialzo procederà a scaglioni a tutela dei pensionati seguendo le regole della perequazione stabilite dalla normativa in materia. Tradotto in soldoni. Per la pensione minima di 500 euro l’aumento calcolato è di 10 euro, 40 euro per i tre mesi. Per una pensione di mille euro, invece, l’aumento è di 20 euro, 80 per tutto il periodo di riferimento. Sui 1.500 euro l’aumento è di 30 euro al mese, 120 complessivi mentre per una da duemila euro l’incremento è di 40 euro al mese. Infine, per chi prende una pensione pari esattamente a 2.692 euro lordi, l’importo riconosciuto sarà appena inferiore a 50 euro, arrivando così a una sorta di bonus 200 euro se considerata complessivamente. Il conguaglio dello 0,2% incide da 1 a 5 euro sulle pensioni medie lorde e va ad aggiungersi all’altro aumento.
E la tredicesima? Anche in questo caso l’importo sarà più alto. Il testo approvato dal governo, infatti, evidenzia che “la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2022 è anticipata, per una quota pari a due punti percentuali, con decorrenza dal primo ottobre 2022, con relativo riconoscimento anche sulla tredicesima mensilità”. 
Traducendo ancora in soldoni, se un pensionato percepisce 800 euro al mese, la tredicesima, che corrisponde a quella cifra, dovrà comprendere anche l’aumento delle pensioni per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, pari a 16 euro al mese. Dunque, il pensionato percepirà 800 euro per nove mesi e 816 euro per i restanti tre mesi, oltre a 19,30 euro di conguaglio una tantum. La sua tredicesima sarà di circa 805,61 euro. In generale, l’aumento si aggira intorno allo 0,70%.