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Spoleto, ex Novelli venduta per 5,5 milioni a imprenditore umbro 

Chiara Fabrizi 
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Colpo di scena: venduta la ex Novelli per 5,5 milioni di euro. Dopo tre aste andate deserte mercoledì, alla scadenza del quarto tentativo, è arrivata un’offerta di acquisto giudicata regolare rispetto ai requisiti fissati dall'ordinanza del tribunale e dal relativo avviso di vendita. Tanto che, nel tardo pomeriggio, si è avuta notizia dell’avvenuta aggiudicazione provvisoria dell’azienda che produce uova a marchio Ovito e conta ancora un centinaio scarso di lavoratori. La cautela, inutile dirlo, è massima e non solo perché tutti erano convinti che anche la quarta asta sarebbe stata un flop, tanto che per il 27 settembre era già stato fissato un incontro con le curatele di Alimentitaliani e Gruppo Novelli, ma anche perché ieri sera non è stato possibile accertare chi è il soggetto che ha acquistato la storica azienda. 

 

 

Ciò che è emerso, però, è che in sede di asta a rappresentare il compratore c’era l’avvocato Andrea Migliarini del foro di Perugia. Il professionista, raggiunto telefonicamente, nella prima serata di mercoledì ha dichiarato: “Rappresento un imprenditore umbro del comparto alimentare di cui per ora non posso fare il nome, non per reticenza - dice - ma semplicemente perché gli atti non sono ancora stati depositati in tribunale, appena lo saranno parleremo”. A Migliarini è stato chiesto se il suo cliente abbia messo in campo un’offerta ostile, perché questa è la paura dopo il disastro del dicembre 2016, quando la ex Novelli è stata acquistata per un euro da Alimentitaliani poi fallita nel giro di un anno: “No, non rappresento un’offerta ostile e anzi siamo intervenuti ora proprio per evitarle, scongiurando il rischio che la produzione potesse lasciare Spoleto e l’Umbria”. 

 

 

Migliarini, poi, aggiunge: “Posso dire - sono le sue dichiarazioni - che la scelta di acquistare la ex Novelli è stata fatta sia per salvare i posti di lavoro che per mantenere sul territorio una storica azienda, oltreché per dare una svolta a una vicenda che era diventata uno stillicidio”. Nella serata di mercoledì non è stato possibile apprendere ulteriori dettagli sull’operazione, ma secondo alcuni “l’imprenditore umbro del comparto alimentare” che ha acquistato la ex Novelli sarebbe vicino ai lavoratori. Alcuni di loro, infatti, avevano costituito una cooperativa e si erano messi alla ricerca di partner che potessero sostenerli finanziariamente e non solo. Tuttavia, non c'è per ora conferma sul fatto che questo sia effettivamente il profilo dell’operazione approdata a un’aggiudicazione provvisoria. E’ quindi necessario attendere, si spera solo qualche altra ora, per comprendere meglio a quale destino va incontro la ex Novelli, il centinaio scarso di lavoratori e la produzione di uova a marchio Ovito.