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Spoleto, medico rifiuta di andare in pensione: "Per i miei pazienti lavoro anche gratis"

Chiara Fabrizi
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“Pronto ad assistere gratuitamente i miei pazienti del centro storico di Spoleto finché un giovane collega non si farà carico di questa situazione”. Finisce così la seconda giornata di protesta del dottore Maurizio Hanke, in pensione da una settimana, ma da martedì incatenato per almeno dodici ore al giorno nel suo ambulatorio di via Brignone, che per ora deve chiudere i battenti, lasciando la parte alta del centro storico e circa 400 pazienti, prevalentemente anziani, senza assistenza vicino casa. Alla luce della delibera della giunta regionale del 13 settembre scorso Hanke ha chiesto la proroga per poter proseguire l'attività, ma la Usl 2 non l'ha concessa con il direttore generale Massimo De Fino che ieri ha ribadito il diniego. Il manager pubblico ha evidenziato che il caso Hanke non rispetta “due requisiti essenziali fissati dalla delibera”, secondo cui “l’attività deve essere erogata in zone svantaggiate e disagiate dal punto di vista orogeografico, intese come comune e non parte di esso, ma non risulta – ha detto De Fino - che Spoleto sia qualificato come tale”; il secondo requisito è “la carenza di assistenza dovuta alla mancanza di medici in grado di acquisire le scelte disponibili a seguito della cessazione”. In questo senso, il dg sottolinea che “in una distanza compresa tra 850 metri e 2,5 chilometri, sono attivi quattro ambulatori, di cui tre di medicina di gruppo, in corso Garibaldi, via Flaminia, via Cerquiglia e via Marconi”.

 

 

Tuttavia è noto che gran parte dei medici non hanno disponibilità, tanto che è lo stesso De Fino a indicare direttamente l’ambulatorio più lontano, quello di viale Marconi, dove Hanke ha il studio principale, oltre a quello secondario di via Brignone: qui “i cinque medici possono assorbire 1.500 pazienti, una quota superiore ai circa mille assistiti da Hanke” ha detto il dg, aggiungendo che “la Usl non può a oggi che sollecitare (e non imporre) ad altri medici dell’area l'apertura di uno studio in centro storico”. Restano i disagi per gli anziani assistiti da Hanke, alcuni con problemi di deambulazione, altri disabili, che per raggiungere via Marconi dovranno farsi accompagnare da un parente, che a sua volta dovrà fare i conti con le limitazioni della Ztl, oppure organizzarsi coi bus, che non attraversano il centro storico, fermandosi nelle piazze Vittoria e Carducci.

 

 

Anche per questo Hanke ha rilanciato con la disponibilità a lavorare gratis, ma la proroga servirà ugualmente, altrimenti non potrà prescrivere neanche le analisi del sangue. Non polemizzo con la Usl” ha detto Hanke, spiegando che “i suoi colleghi di via Marconi sono stati ripetutamente interessati all’ipotesi di una sostituzione nell’ambulatorio del centro storico, ma hanno tutti rifiutato e De Fino lo sa”. L’ultimo medico di base dell’acropoli si rivolge al dg anche quando dice che “solo una persona che non conosce il territorio può affermare che il centro storico non sia svantaggiato e disagiato dal punto di vista orogeografico” così come, va avanti Hanke, “è falso affermare che la delibera parli di interi comuni e non anche di parte di essi, quando si vuole garantire l’assistenza primaria in zone con caratteristiche orogeografiche, dove risulta una minore accettazione da parte dei medici”. Come in centro storico, dove nessun medico vuole venire.