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Elezioni, lo sfogo degli studenti fuori sede dell'Università di Perugia: "Venti ore di treno per votare, rinuncio"

Sabrina Busiri Vici
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Domenico ha 22 anni, è di Pisticci in Basilicata e ora vive a Perugia dove frequenta il terzo anno del corso di laurea in Biologia all’Università degli studi. Lui non tornerà a casa per votare. Deve affrontare un viaggio di dieci ore in andata e altrettanto al ritorno, venti in tutto in pochi giorni, cambiare più mezzi e sostenere costi, è prevista infatti una spesa media di almeno 150 euro “ma l’affitto e il doversi mantenere per un fuori sede rendono davvero difficile affrontare qualsiasi ulteriore spesa”, specifica. Anche Viviana è di Pisticci, lei è al terzo anno di Psicologia. Oltre a studiare lei lavora e in questo momento non ha tempo né denaro per poter andare e tornare. Stessa scelta fa Matteo, abruzzese, di Penne, un paesino dell’entroterra, sta iniziando il primo anno di Lingue culture straniere. Anche lui non andrà a casa per le elezioni. Perché? Si è appena sistemato a Perugia e ora dovrebbe fare oltre quattro ore di viaggio. Per di più la famiglia ha già compiuto un grosso sforzo per anticipare i soldi della caparra per l’affitto. Canoni, tra l’altro, che dopo il periodo del lockdown stanno risalendo vertiginosamente nel capoluogo umbro e per gli studenti rappresentano un peso. Francesca, quarto anno di Veterinaria, di Melfi, anche lei rinuncia al suo diritto di votare. “Non avrei speso meno di 100 euro per tornare in Sicilia – dice Gianni, residente a Catania – Tornare a casa, per poi ripartire per votare e rientrare di nuovo sarebbe stata una perdita di tempo e denaro”. Anche lui sottolinea le difficoltà nel raggiungere le zone dell’entroterra siciliano: “Treni e autobus che portano in altre città e paesi ci sono, ma sono molto lenti”.

 

 

Sono tanti, insomma, gli studenti fuori sede dell’Università di Perugia che hanno dovuto prendere questa decisione, soprattutto i residenti nel Mezzogiorno, nonostante le agevolazioni (che comunque non coprono i biglietti di treni e bus) previste dal governo per garantire il rientro nel proprio comune di residenza e l’opportunità offerta dallo stesso ateneo di sospensione delle attività didattiche da venerdì 23 a lunedì 26 settembre, prevedendone comunque il successivo recupero proprio per garantire ora a “tutte le studentesse e a tutti agli studenti - riporta il sito di Unipg -, in particolare ai fuori sede, la possibilità di partecipazione alle prossime elezioni politiche del 25 settembre 2022 per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica”.

 

 

E chi deve rientrare in Umbria
Sono quasi 60 mila le persone che in Umbria lavorano o studiano fuori dal proprio comune di residenza, circa il 10% del copro elettorale (sonno 667 mila i maggiorenni nella regione), e incontreranno oggettive difficoltà per esercitare il proprio diritto al voto. Oltre la metà, secondo l’Istat, impiegherebbe più di 4 ore, tra andata e ritorno, per tornare nella propria residenza, con una spesa media di almeno 150 euro.