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Terni, Bandecchi a ruota libera: "5,4 milioni per gestire il palazzetto dello sport per 27 anni"

Giorgio Palenga
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“La concessione che abbiamo rilevato, per i 27 anni che mancano, sarà un contratto pubblico, quindi posso anticipare senza problemi che l’impegno economico per il palazzetto dello sport è per 5 milioni e 400 mila euro. Si creeranno sicuramente posti di lavoro perché noi contiamo, tra eventi sportivi, musicali, teatrali e di ogni altro genere e tipo, di avere l’impianto occupato tutte le settimane. Eventi che, quando sarà possibile, saranno trasmessi sui canali televisivi nazionali di Unicusano. Terni avrà così la stessa importanza di Roma o Milano”.

Stefano Bandecchi, il giorno dopo della vittoria nel derby della sua Ternana sul Perugia, accetta di compiere col Corriere un excursus a 360 gradi sui suoi progetti – in corso e futuribili – per la città. L’impegno per il PalaTerni, che probabilmente l’imprenditore livornese ribattezzerà con un altro nome, merita la copertina perché per la prima volta, almeno pubblicamente, il patron di Unicusano annuncia l’esborso economico. A ruota, però, c’è la soddisfazione più grande regalata ai ternani, quella di domenica.

 

 

IL DERBY

“E’ una partita a se stante, come ho già detto, in un derby non esistono squadre forti contro squadre scarse, forti contro deboli. La partita che abbiamo visto, in realtà, non è stata neanche così bella. Le due squadre si sono studiate, guardate (sorride ndr), poi come spesso capita tutto è stato deciso dagli episodi. Il Perugia ha avuto la grande occasione del rigore, evidentemente persa, noi abbiamo avuto un altro episodio che invece abbiamo concretizzato. Alla squadra che vince il derby puoi dire solo che è stata brava, non si può certo fare un’analisi tecnica su una partita che ha certi significati, giocata davanti a 12.500 spettatori, quanti erano, considerato anche gli invitati. Numeri così non li avevo mai visti a Terni”.

LA DOMANDA

“Se mi sono emozionato all’ingresso in campo? Il colpo d’occhio è stato sicuramente eccezionale – prosegue Bandecchi – però mi sono posto spontaneamente una domanda: ma come mai questo pubblico non lo abbiamo tutte le partite in casa? Certo, era il derby, ma tutte le avversarie che andremo a incontrare in questa serie B sono comunque società di grandissima tradizione, grandi piazze che dovrebbero richiamare sempre un grande pubblico. Penso a Bari, Cagliari, Genoa, Palermo. L’emozione, semmai, è stata un’altra, ovvero il concetto della ‘festa’ di un’intera città. Allo stadio  ho visto tanti bambini, ragazzi, ragazze, persone giovani insieme agli adulti. C’erano almeno tre generazioni di ternani: i nonni, i padri, i figli e in qualche caso anche i nipoti. L’emozione quindi è stata questa: vedere una città che rinasce per seguire la sua squadra, ma la rinascita dovrebbe coinvolgere anche tutti gli altri campi della vita sociale ed economica”.

 

 

I PROGETTI PER LA CITTA’

“C’è qualcuno che, a Terni, non vuole far crescere la città, ma il centro sportivo sta comunque per nascere, penso di poterlo considerare acquisito. La Ternana, a quel punto, potrà ambire a palcoscenici importanti, potendo contare anche su proprie strutture dove allenarsi e svolgere la propria attività. Il progetto stadio-clinica? Spero di sbagliarmi, ma per me con la Regione non si arriverà da nessuna parte, perché non vedo una volontà condivisa tra politica e struttura amministrativa. Vedo parecchia ‘fuffa’, con  la pretesa che Bandecchi costruisca uno stadio senza avere niente in cambio. Ma le pare che io possa spendere 45 milioni per costruire uno stadio che fra 30 anni apparterrà a qualcun altro? La clinica? Voglio cambiarle nome: voglio fare un vero e proprio ospedale. Parlo anche da politico: io non la concepisco più la sanità cosiddetta privata, secondo me deve essere pubblica e gestita dalle Regioni o dai privati. Sono disponibile anche a farmi carico dell’onere di tutti quei reparti ospedalieri che non sono considerati redditizi, come il pronto soccorso. Ritengo di essere bravo a fare il mio mestiere, che è l’imprenditore, quindi sarei in grado di arrivare a fine anno con le tasche piene pur garantendo tutti i servizi considerati non remunerativi ma essenziali. Non mi interessa fare la ‘clinichetta’”.

FINO IN FONDO

“Il nostro progetto è inappuntabile, dal punto di vista normativo, nel ieno rispetto di ciò che prevede la legge. Se la Regione sarà contraria? Sono pronto a impugnare un eventuale pronunciamento negativo in ogni sede, è stato chiesto un parere in modo sbagliato, spendendo soldi inutilmente, siamo assolutamente sicuri della legittimità della nostra proposta. Perché qualche volta faccio intendere che sarei pronto a mollare tutto (su Instagram, qualche settimana fa, disse che i 65 milioni da investire li avrebbe potuti spendere per  fare la bella vita a Dubai ndr)? La mia è una provocazione, non sopporto chi blocca lo sviluppo della nazione e di Terni. Nonpensate siano momenti di demoralizzazione, anzi la mia è una sfida a chi non capisce questa opportunità. Vorrei dire a chi mi trovo davanti, lo scriva: ‘Non hai capito niente fino ad oggi, adesso ti senti un fenomeno?’”.