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Perugia, cordata di imprenditori per nuovo stadio Curi

Alessandro Antonini
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Nuovo Curi, c’è una cordata di imprenditori con le spalle larghe intenzionata a realizzarlo. E c’è un progetto pronto, che attende di essere protocollato entro poche settimane, con l’apposizione del “pubblico interesse”. La notizia è stata anticipata tra le righe in uno dei soliloqui via Instagram del patron della Ternana Stefano Bandecchi, che termina più o meno così: “Lo stadio di Terni avrà bisogno di interventi veri e non interventi-chiacchiera...mi dicono che forse rifaranno il Curi e al limite andremo a giocare al Curi tutti insieme. Sì, lo so vi faccio innervosire…”.
 

 

 

Quella che sembra una provocazione in realtà ha solide fondamenta. Stando a quanto risulta al Corriere dell’Umbria, già lo scorso anno negli uffici del Comune di Perugia sono state fatte delle richieste formali in merito al progetto da parte di soggetti privati. Anche a seguito di questi contatti nella nuova convenzione con l’Ac Perugia per la gestione dell’impianto è stata inserita una clausola con possibilità di revoca dell'accordo “per motivi di interesse pubblico “, tra cui rientra anche “la realizzazione di un nuovo impianto”. E' l'unica eventualità citata, anche se a “titolo meramente esemplificativo”. E' un altro segno che l'obiettivo di un nuovo Curi era già nei piani di qualcuno. Un gruppo di imprenditori che sta lavorando sottotraccia da tempo. Per quella che si profila come l’operazione di demolizione e la costruzione ex novo di un impianto innovativo dotato delle coperture agognate dai tifosi. In questo caso non ci troviamo davanti a operazioni immobiliari intermediate.

 

 

 

 

 

Gli investitori in questione, nel caso in cui il piano dovesse realizzarsi, costruiscono e gestiscono direttamente. E si prendono tutto per intero il rischio d’impresa. Resta il progetto di un’area commerciale comunque legata allo sport. Un investimento - stando a quanto trapela - superiore a 50 milioni di euro. Nell’area verrebbe costruita anche la nuova sede del comando della polizia municipale. I lavori dovrebbero durare due anni e in questi 24 mesi il Perugia giocherebbe in una struttura umbra di un comune confinante. Tra le ipotesi in pole c’è Gubbio. Ma prima si attende la presentazione ufficiale. E poi l’avvio dell’iter burocratico per dare il via ai cantieri. Per ora siamo alle indiscrezioni. Ma sono già qualcosa, rispetto al vuoto pneumatico degli ultimi anni. Bisogna tornare indietro al 2016, quando un giovane ingegnere perugino disegnò il nuovo stadio nella sua tesi di laurea. A distanza di sei anni il sogno del grande Curi prende finalmente corpo.