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Errore Var sulla Juve: perugino fa causa alla Lega Serie A per mancata vincita alle scommesse

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Alessandro Antonini
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L’errore del Var di domenica nel match Juve-Salernitana è costato a un perugino 3.603 euro. Il gol annullato ingiustamente a Milik gli ha fatto perdere la potenziale vincita di una puntata on line. Vittima l’avvocato - e scommettitore - Fabio Garzi, che ha chiesto i danni per responsabilità extra contrattuale alla Lega di Serie A. Con tanto di esposto diffida. La stessa Lega ha risposto laconica via pec che non sussistono responsabilità da parte loro. Garzi, assistito dal collega Andrea Colavita, è deciso a procedere con la causa. Sì perché “con tre distinte giocate effettuate on line tramite Bet 365, ha scommesso sui diversi eventi sportivi - è scritto nell’esposto - per una potenziale vincita di 3.603 euro.

 

 

L’unico avvenimento - presente in tutte le giocate - il cui pronostico è risultato errato è stato quello relativo alla vittoria della Juventus, con la conseguenza che la vincita non si è concretizzata”. I tre punti sono sfumati per il gol annullato alla vecchia signora a causa di un “macroscopico” errore cui è stato indotto l’arbitro nell’annullare per fuorigioco il gol di Milik dopo l’intervento del Var. Non è stata infatti considerata la posizione di Candreva che teneva in gioco Bonucci. “Non vi è dubbio - continua l’avvocato Colavita per conto di Garzi - che della negligenza e imperizia del personale utilizzato (arbitri e tecnici tv) nonché delle eventuali carenze tecniche e organizzative debba giuridicamente rispondere il soggetto che ha organizzato l’evento sportivo e cioè, nella specie, la Lega di serie A”. Né “può essere considerata valida la giustificazione fornita dall’Aia secondo la quale l’immagine che rilevava la posizione di Candreva non sarebbe stata messa a disposizione del personale Var”.

 

 

Dietro, infatti, ci sarebbe comunque “un evidente difetto organizzativo” e per di più la mancanza di immagini utili ad effettuare la verifica a maggior ragione non avrebbe dovuto sovvertire la decisione presa sul campo, che inizialmente aveva concesso il gol. Da qui la richiesta di rimborso dei 3.603 euro di mancata vincita entro venti giorni, in caso contrario si va in tribunale. La Lega ha già risposto negativamente. La palla passa al giudice.