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Terni, 260 lavoratori in cassa integrazione all'Ast sino a fine mese

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Cassa integrazione ordinaria ad Acciai speciali Terni (nella foto) per 260 lavoratori, su un organico di 2.278 unità lavorative, a partire da venerdì 16 settembre, per almeno una quindicina di giorni. Lo ha comunicato l’azienda nella lettera inviata alla Rsu, ai sindacati dei metalmeccanici e a Confindustria. Ma il numero dei cassintegrati potrebbe salire fino a un massimo di 400.

I motivi, a parere di Ast, sono la contrazione del mercato di riferimento che ha determinato il conseguente calo delle commesse di lavoro “registratosi ormai da qualche tempo e proveniente soprattutto da parte della committenza abituale, nonostante gli sforzi profusi per reperire nuove ed alternative occasioni di lavoro, tuttora in corso. E così ci si trova nella condizione di dover ridurre la propria attività produttiva. Per questa situazione la società sarà interessata da una sospensione o riduzione delle attività lavorative per il cui effetto si richiede l’intervento della Cig ordinaria e delle relative provvidenze, a decorrere da domani e sino al 30 settembre”. La Cig si svolgerà per periodi variabili da una a due settimane. Sono interessati quadri, impiegati ed operai e la società, nell’individuazione del personale da porre in sospensione, si atterrà a criteri oggettivi derivanti dalle professionalità dei lavoratori coniugate alla quantità ed alla qualità delle lavorazioni di volta in volta da eseguire. I reparti che si fermeranno sono principalmente quelli dell’area a caldo, dove il consumo dell’energia elettrica è più importante. Secondo una comunicazione dei delegati della Rsu, che hanno incontrato il management aziendale, l’Acciaieria lavorerà a regime con una sola linea di produzione, la Laminazione a caldo, Lac, prevede 5 giorni di insaturazione, Ba3 è fermo sino a fine del mese.

Per Lam, Pix1 e Pix2 si prevedono 7 giorni di insaturazione. I lavoratori interessati avranno accesso diretto alla stessa Cig o potranno, per loro personale scelta, chiedere ferie o altro. È prevista l’integrazione automatica con i Par: chi non vorrà usufruirne dovrà farne espressa richiesta. Va a gonfie vele, almeno per adesso, l’andamento produttivo del Tubificio. Intanto Ast nell’incontro con il sindacato ha confermato l’impegno alla stabilizzazione al 31 dicembre 2022 dei lavoratori somministrati.